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29/05/12

Deshabilée di Chiara Nespoli - Io ed il mio coiffeur


C’è un momento nella vita di ogni donna in cui si abbandona qualunque tipo di pensiero e ci si dedica solo a se stesse! Ci sono giorni in cui niente e nessuno può salvarti una giornata no come il tuo parrucchiere!


È vero che i cani sono i migliori amici dell’uomo, ma di certo i coeffeur sono il miglior sostegno delle donne!
Il momento è topico: alla ricerca del benessere superiore di corpo e mente che solo una perfetta messinpiega ed un valido manicure possono procurare, quando si entra in un salone di bellezza bisogna dimenticare l’orologio perché solo così l’esperienza extra-sensoriale può essere efficace.
L’universo delle donne super-impegnate potrebbe avanzare un cenno di dissenso, suggerendo che i tantissimi impegni ordinari e quotidiani non consentono di includere anche un’ora (o due) per un hair stylist, ma riflettete bene, mie care, quanto tempo, fatica e stress impiegate a casa vostra per shampoo e acconciatura? Ebbene, a meno che non apparteniate al minuscolo emisfero delle superfortunate che fonano lisci perfetti, per la restante (ma straordinariamente grande) parte delle donne i propri capelli sono una sfida continua e costante, da cui spesso non si esce vincitrici. Dunque meglio spendere un’ora o più in mani caute e sicure, tra le mille coccole e attenzioni che i migliori sanno donare, e recuperare in tal modo, tempo prezioso e salute psicologica.
Perché in fondo essere belle ed ordinate non è solo un fattore estetico, ma anche morale ed anche sociale, rappresenta il nostro saper vivere e saperci rappresentare, tenendo conto che siamo donne che si prendono cura di sé e dunque, saranno più portate ad aver cura di tutto ciò che sta intorno a loro.
Se poi a tutte queste già pregevolissime sensazioni di benessere includiamo una macedonia fresca in estate, caffè, thè o tisane calde in inverno, un’accoglienza senza pari, buonumore che sprizza da ogni angolo del salone, capirete perché al sabato nemmeno il più feroce acquazzone può allontanarmi dal mio momento di intenso piacere! @Ciro Mocerino

Chiara


24/01/12

Deshabillée di Chiara Nespoli - Buoni amatori si nasce o si diventa?


Il mito dell’intrepido Casanova, pronto a sfidare anche la morte, pur di conquistare le grazie della donna di cui si era invaghito o il dirompente fascino di Rodolfo Valentino, a cui nessuna era capace di resistere, o (guardando l’emisfero femminile) le doti seduttive della più famosa regina d’Egitto, la Cleopatra che stregò ben due ardui condottieri romani o la bellezza ammaliante di Elena di Troia, per la cui mano scoppiò la più famosa delle epiche battaglie. Incrociando leggende, miti e storia, il pensiero che ne emerge concerne le indiscusse doti di taluno/a nell’insediarsi nella mente e nel cuore, arrivando a sconvolgere l’intera psiche, ma ci chiediamo cosa si cela dietro questi fascini senza tempo? E ancora una straordinaria bellezza ed uno sconvolgente fascino possono essere una valida risposta al nostro interrogativo?
A mio parere tutto ciò di cui si è accennato costituisce uno degli elementi di analisi, ma vi è ben altro da prendere in considerazione, in quanto la risposta consiste in un mix di doti, tra cui quelle di buoni, anzi di eccellenti amatori farebbero per davvero la differenza, ma, armati di questa consapevolezza, ci poniamo un’altra altisonante domanda: buoni amanti si nasce o si diventa?
Sarebbero nascosti nel nostro DNA e quindi ereditati direttamente alla nascita dei particolari geni, in grado di donare a colui o colei che ne è detentore doti intime eccezionali o è l’esperienza che fa sviluppare determinate qualità?
Di certo i doni di Madre Natura aiutano, se difatti si ha la fortuna di nascere possedendo la bellezza di Adone, il vantaggio è indubbio, ma è anche comprovata la teoria in base alla quale, non sempre il fascino e la fisicità camminano a braccetto, in quanto le donne da un lato e gli uomini dall’altro chiedono in primo luogo la soddisfazione delle proprie esigenze emotive a tutto tondo, dunque sarebbero le doti comunicative e la brillantezza personale, a fare la differenza.
Avvantaggiato è chi possiede un mix di tutto quanto detto sinora, ma la restante percentuale non disperi, in quanto l’esperienza è la più grande maestra e, dunque fiducia in se stessi, attenzione alla comunicazione ed alla postura, capacità d’ascolto, interesse verso i bisogni e le aspettative dell’altro sono in grado di trasformare i due di picche in assi di cuori. 

Chiara