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12/12/11

Fashion Food di Tonia Credendino - IMeshi Japanese Food


Non ha tutti piacerà, però è indubbio che i ristoranti giapponesi siano quelli che hanno avuto il maggior incremento di clienti negli ultimi tempi.
Il pesce è già di per se un alimento che si ama o si odia, se poi ci aggiungiamo che nei ristoranti jappo quello che va per la maggiore è crudo questo concetto si amplifica ancor di più.
I motivi del suo successo, invece, sono la grande diversità rispetto alla tradizione mediterranea che attira chi cerca i nuovi gusti, la leggerezza e salubrità di molte ricette e infine l’aspetto estetico con pietanze molto belle da vedere e ottimamente presentate.
Strapya-World, approfittando del successo di questa cucina e sfruttando le forme e i colori delle ricette giapponesi, ha pensato di riproporle in una cover per iPhone, creando così una linea speciale chiamata iMeshi. Si tratta di ben 11 cover realizzate in plastica dove ognuna riproduce uno tra i piatti più famosi o scenografici che possiamo trovare nella cucina del paese del Sol Levante.
  
La vera curiosità sta nel fatto che non si sono limitati a fare delle stampe con le immagini dei piatti, hanno realizzato delle vere e proprie repliche tridimensionali sul retro della cover.



Avremo una vasta scelta tra cui scegliere, se siete degli “abituè” potrete scegliere il vostro piatto preferito, altrimenti sceglierete quello più bello.

Tonia

26/09/11

Fashion Food di Tonia Credendino - IYO, dove saziare lo spirito e il corpo


Milano è nota per i suoi ristoranti giapponesi. IYO è sicuramente tra i migliori. Qui la fretta è bandita per lasciarsi cullare da un mondo fluttuante dove saziare lo spirito e il corpo.
 In Italia è davvero difficile raggiungere gli alti standard europei in fatto di cucina etnica, nipponica in modo particolare. Eppure qualche rara eccezione che conferma la regola, a Milano, dove il mercato ittico è uno dei migliori del paese, riesce a far cambiare idea anche ai più scettici. 
Iyo si è conquistato il suo posto al sole in pochi anni in primis grazie all'eccellente qualità della materia prima che, parlando di sushi e sashimi, fa realmente la differenza. E poi la sapienza e la manualità di Haruo Ichikawa, giapponese doc, che ha al suo attivo anni di esperienza a New York, in Europa e in Italia. Uno chef che prima ancora di deliziare i palati seduce lo sguardo dei commensali con la maestria squisitamente orientale nel taglio chirurgico dei bocconcini e nella cottura sulla scenografica piastra a vista, una delle attrazioni del locale. 

IYO da UKIYO o "mondo fluttuante" termine con cui si designano la cultura e l'arte cittadina del periodo Edo, Giappone del XVII - XVIII secolo. Un mondo che fluttua e scorre, tra tinte raffinate, stucco veneziano e intonaco a fango alle pareti, oro su plafoni, tavoli e lampadari-sculture.
Da non perdere, i gunkan, ovvero i "bignè sushi" con pesce all'esterno, talmente buoni da generare una piacevole "dipendenza". E poi i crudi ovviamente, ma anche manzo Kobe, tonno scottato con sesamo e una splendida e leggera versione della tempura. Tutto di alto livello, dagli "uramaki" agli "hossomaki" e ai "temaki", senza contare le sfiziose e ottimamente presentate "barche" (misto di suhi, sashimi e maki) per una o più persone. Deliziose le ciotole di riso aromatizzato, le zuppe, le insalate e il tempura in varie versioni. Ben fatte le preparazioni teppan yaki sia di carne sia di pesce. 

Carta dei vini molto interessante, italiani, francesi e sudafricani, selezionati con la collaborazione del noto sommelier Savio Bina, con particolare attenzione alle aziende biodinamiche. In alternativa sakè, caldo o freddo, thé (verde, al gelsomino e bancha). I dolci, squisiti, sono realizzati dal celebre chef patissier Ernst Knam. Una nota di merito a parte merita anche l’eleganza minimal-fashion degli ambienti, curati dell'architetto Nisi Magnoni un'evoluzione spaziale in cui la luce si insinua in ogni dove, attraversando sospese opere murarie che assicurano intimità, e tutto trova il suo ordine perfetto regalando quella sensazione di quiete promessa.

Assolutamente da provare magari in dolce compagnia …. e perché no, da proporre per un appuntamento al buio!!  

Tonia

15/08/11

fashion food di Tonia Credendino- Frushi: il sushi diventa "green" e si fa con la frutta...

Quelle strane formine, tutte regolari e colorate, mangiate con le bacchette, un certo fascino lo hanno sempre avuto. Se, però, ne siete rimasti immuni perché a frenarvi dal farle fuori come nei cartoni giapponesi, è da sempre la presenza del pesce, tanto più se crudo, preparatevi anche voi alla grande abbuffata di sushi perché sta dilagando quello alla frutta.

Ovviamente, ma non poteva essere altrimenti, si  chiama frushi e riesce a coniugare il sapore e la fantasia dei prelibati, quanto estetici bocconcini nipponici, alla freschezza e alla salute dei succosi, quanto "green" prodotti dei campi. Riso e frutta (rigorosamente di stagione e meglio se bio) si sposano per dar vita a questa variante "verde" del sushi che sta stuzzicando i palati di vegetariani, vegani e gourmet di tutto il mondo.

Mantenendo i canoni estetici e le regole di preparazione che contraddistinguono il piatto giapponese a base di pesce, il frushi può essere elaborato con diversi tipi di frutta e personalizzato attraverso l'aggiunta di spezie o ingredienti come lo yogurt, l'aceto, ecc...
Proliferano così sul Web tante differenti ricette per provare a realizzarlo da soli, una più invitante dell'altra. Gettonatissima la variante con il latte di cocco, reperibile su NewsFood anche in italiano.
Melone, kiwi, banane o fragole poco importa, spazio alla fantasia e a tanta frutta, potrebbe rivelarsi un modo divertente ed esotico per incentivarne il consumo, rigorosamente con le bacchette.
E, come tutti sappiamo, la frutta nei periodi più caldi dell’anno come questo deve essere consumata in abbondanza, quindi perché non farlo con qualcosa di diverso? 

Se vi sta già venendo l’acquolina in bocca, non esitate,  qui sotto trovate una semplice ricetta indicata dal sito inglese "Little Window Shoppe".

Ingredienti: 
50 ml di acqua; 200 grammi di riso per sushi; 50 grammi di zucchero; 50 ml di latte di cocco; un pizzico di sale; 10 spicchi di arancia; 20 lamponi freschi; 1 yogurt alla vaniglia (170 m circa). 
Preparazione: 
Portate a ebollizione l’acqua e versate il riso. Fatelo cuocere circa 15 minuti facendo assorbire l’acqua quasi del tutto. Toglietelo dal fuoco e lasciatelo riposare per altri 15 minuti. 
Trasferite il riso in un’insalatiera, aggiungete lo zucchero, il latte di cocco e il sale e mescolate molo bene. 
Coprite bene il tutto e lasciate riposare una ventina di minuti. Formate delle piccole palline con il riso (20 in tutto), schiacciatele in seguito, fino a farle diventare ovali. Quindi ponetele su un piatto rivestito di carta da forno. Al centro di ognuna applicate uno spicchio di arancia o due lamponi schiacciando leggermente per farle aderire bene. Coprite bene il piatto sino a che non è ora di servire. 
Servite insieme allo yogurt per poterle immergere al suo interno.


Tonia