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05/08/12

Charme e relax di Teresa Mincione - Grand hotel Imperial: tra lusso e nobiltà!


Settimana d’Agosto, caldo e tanta voglia di relax. In questo giro vi porto con me in quella che è stata la  residenza estiva della famiglia imperiale asburgica: il  Grand hotel Imperial, che  proprio ai piedi delle Dolomiti a Levico Terme, è immerso in un parco secolare di 150.000 mq. 
Nel cuore della Versilia un’oasi di lusso e relax dal tocco regale. Oggi può fregiarsi del titolo di modermo, lussuoso ed affascinante resort alberghiero. Qui, le acque benefiche e termali arsenicati-ferruginose di Levico, uniche in Italia e rare in Europa, con le loro caratteristiche naturali consentono di ritrovare rapidamente il proprio equilibrio psico fisico.  Il Centro Benessere e Termale Principessa Sissi ospita quattro aree principali: idroterapia, estetica, stress management, dieta e fitness.  Un paradiso terrestre per i nostri sensi e il nostro corpo. 



La cucina, altro elemento di punta del resort: saporita e leggera, esperta e raffinata coniuga con estrosità  i grandi piatti della cucina internazionale con accenti e profumi della tradizione trentina. Ciascuno dei piatti proposti è  preparato personalmente dallo chef con prodotti freschi, tipici, genuini e  di alta qualità. Due  le piscine, una interna ed una esterna, mentre è nel parco che lunghe passeggiate rilassanti ai profumi di erbe aromatiche renderanno celere il recupero fisico ed interiore.  




 Ogni dettaglio ha il suo perché e nulla è lasciato al caso: ogni dettaglio contribuisce alla logica del benessere per far  trascorrere una memorabile vacanza di riposo e benessere. Non mancheranno, per ravvivare le serate , importanti serate a tema. I palati raffinati si delizieranno al Ristorante “Olivo d’Oro” , gli ospiti che cercano il vero “sapore di mare” potranno trovarlo al “Beach Restaurant” del resort e quelli dai gusti  i light and fast meal  saranno accontentati presso il “Garden Restaurant”. Benvenute a corte, signore!

Teresa

09/11/11

Dettagli di Raffaella Maiullo - Dall’immondizia al marmo...


From garbage to marble, dall’immondizia al marmo. Così titola l’autobiografia dello scultore scomparso nel settembre di quest’anno, Knut Steen che sintetizza in due parole fondamentali il suo percorso. Da quando svolgeva la mansione di autista presso il dipartimento di pulizia pubblica di Oslo, fino all’affermazione come scultore e disegnatore, passione che da sempre aveva coltivato ma che si è realizzata soltanto nell’ultima parte della sua vita. Steen tra le altre cose, nel 2010 aveva anche ricevuto un premio per la scultura in Italia: "Pietrasanta e la Versilia nel mondo" del Circolo Culturale Fratelli Rosselli. Premio che l'artista aveva accettato con visibile soddisfazione non soltanto tenendo nella città di Pietrasanta una mostra di sculture in marmo e bronzo, stampe e bozzetti che aveva realizzato nel corso della sua vita ma anche dedicandole parole veramente toccanti: «Ringrazio questa città che tanto mi ha dato -aveva commentato l'artista ritirando il premio- a Pietrasanta ho trovato il mio sole a mezzanotte». Un’opera in particolare vorrei che si tenesse in considerazione per capire meglio la personalità di Knut, quest’ultima rappresenta un momento di caccia alla balena e si trova nella città di Sandefjord, in Norvegia. Il monumento si innalza al centro di una grande fontana e si vede la coda dell’animale che sferra un colpo alla barca di balenieri pronti a trucidarlo. Egli riesce a bloccare quell’attimo preciso in cui la forza naturale del cetaceo prevale sull’uomo e lo immobilizza nell’opera, traducendola in una sorta di rivalsa idealistica della vittima, adesso incontrastata nell’eternità di quell’immagine.


Raffaella