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27/11/12

Deshabillée di Chiara Nespoli - Colpi di “testa”



Non è ben chiaro perché, ma sta di fatto che ogni qualvolta una donna decida, o stia per decidere, di dare una netta sferzata alla propria vita, di operare un cambiamento di frontiera, di intraprendere una nuova strada, parta da un re-styling della propria chioma.
Probabilmente perché i capelli fanno da cornice al viso e sono indiscussi protagonisti di ogni look, probabilmente perché forgiano l’immagine e dunque il vederli differenti aiuta a vedere anche se stesse in maniera diversa. Certo ci vuole un pizzichino di coraggio per attuare cambiamenti rivoluzionari, quali cambi decisi di colore o tagli moda extra corti, soprattutto se si parte da una base di grande “affetto”  per la folta e lunga chioma. Gli hair stylist suggeriscono che per decidere al meglio l’idoneo taglio di capelli ed il colore più azzeccato bisogna partire da una buona analisi del volto e del colore della pelle.
Il fattore C (carnagione) muove le logiche delle colorazioni secondo precisi vademecum, per i quali:
·         Ad una pelle chiara si consigliano colorazioni dal biondo miele al biondo grano;
·         Per una pelle ambrata si va dal biondo scuro al castano chiaro;
·         Se la pelle è olivastra è idoneo un effetto naturale dato dalle varianti di castano;
·         Mentre se la pelle è dorata, siete tra le fortunate che possono osare qualunque tono, purchè non eccessivo.

Le novità colore dell’inverno 2013, propongono, tuttavia colori forti ed audaci, indicati in particolare per le più giovani:
Hair: Ari Koponen for Cybtekk Hair Studio/Photo: Frankie Statuto/Make-up: Malin Magnolia Karlsson/Styling: Ari Koponen

mentre per i tagli sono di gran moda look sobri e classicheggianti:

Capelli corti e medio corti per l'inverno
 
O sbarazzini ed allegri:

 

Per le acconciature ritornano a gran voce le trecce:
 



 

 
Ad ogni modo il segreto di bellezza è uno solo: sentirsi bene con se stesse e trovare, dunque, il colore, il taglio e la messa in piega che ci fa stare a nostro agio! 

Chiara
 

03/01/12

Deshabillée di Chiara Nespoli - Esiste per davvero la solidarietà femminile?


Molti la definiscono come una chimera, altri come una gran farsa, ma alcuni sostengono che è potenzialmente possibile, solo se …. Stiamo trattando di un argomento che risulterà noto e che ha provocato (ne sono certa) dubbi, incertezze e talvolta rabbia in molte donne.
Il mito della solidarietà femminile è da molte rincorso, in quanto è difficile pensare che possa non esistere amicizia sincera e reale conforto in degli esseri tanto complicati, ma altrettanto piacevoli, quali noi donne, eppure puntualmente accade qualcosa che altera la nostra rosea visione …
Difatti osservando più da vicino l’universo maschile è impossibile non notare quanto esso sia composto di intese, compromessi e accordi molto più semplicistici: anche se si litiga, anche se si alza la voce, tra veri amici nulla cambia, se uno è in difficoltà l’altro è pronto a lasciare la propria donna, anche in una serata romantica programmata da tempo; il loro spirito di cameratismo, specie durante le partite della squadra del cuore, non ha pari.
Ci chiediamo, invece, perché una donna per quanto può essere legate alle amiche, antepone quasi sempre ad esse le necessità di coppia? Perché tra il gentil sesso i legami non sempre sono semplici e quando sembra proprio di aver raggiunto un’intesa tutto si spappola??

La verità è che nei rapporti tra donne si insidiano troppo spesso i fattori Invidia e Gelosia, che non permettono all’amicizia di evolvere nel modo giusto: “Ma come ti sta bene questo nuovo vestito!” (Frase non detta: di certo, non quanto starebbe bene a me!), “Fai davvero un lavoro gratificante!” (Peccato che tu non sia capace di svolgerlo!), “Hai messo su qualche chilo, cara?” (Sei finalmente diventata una cicciona obesa!).
Il saper leggere tra le righe e tra ciò che gli occhi dicono, svela spesso segreti inconfessabili, ma la soluzione a tutto ciò mie care, è molto più semplice del previsto e ve la svelo in poche righe: SCEGLIETE BENE, ANZI BENISSIMO LE VOSTRE AMICHE! Se avete il minimo dubbio in merito alla loro potenziale fedeltà, depennatele dal vostro elenco, se vi hanno deluso in più di un’occasione non frequentatele!
Le amiche vere, i rapporti autentici sono speciali e puri, quelli che lasciano dubbi o amarezze meglio evitarli.
In fondo la libertà di scelta è l’arma migliore a nostra disposizione!
Sfruttatela al meglio, quando potete, perché mie care, di cognate, cugine e affini poco gradite, non possiamo proprio sbarazzarcene!!!!

Chiara

15/12/11

Tacchi a Spillo di Marina Marino - LOAFERS MANIA....



Da sempre il mocassino è sinonimo di quella mascolinità discreta e un po’ snob. 

Ma ormai è da qualche anno  entrato a far parte anche del guardaroba femminile, dapprima  nella versione semplice mocassino con i gommini, per poi arrivare anche ai modelli con tacco di legno rigido e ricamo a coda di rondine.

Ma resta comunque un capo guardato dalle donne con sospetto, perché se non abbinato bene può minare la femminilità .

Io personalmente indosso spesso i mocassini, ma li abbino a pantaloni attillati per risaltare le forme, o gonne alte al ginocchio per slanciare la gamba.
 I maschietti poi sono attirati dalla ragazza che indossa questa scarpa, perché è sinonimo di sicurezza e personalità…..Per cui vi dico:OSATE…..e non rimarrete deluse!
Baci  a presto Marina

13/07/11

Dettagli di Raffaella Maiullo - Una donna. Una pittrice. Frida...


Oggi ricorre il quarantaseiesimo anniversario dalla morte di Frida Kahlo, artista e pittrice messicana che si contraddistinse soprattutto per “La sua sincerità, che si potrebbe definire insieme molto tenera e crudele”, la stessa “la portò a dare di certi fatti la testimonianza più indiscutibile e sicura; é perciò che dipinse la sua stessa nascita, il suo allattamento, la sua crescita dentro la sua famiglia e le sue terribili sofferenze, e di ogni cosa senza permettersi mai la minima esagerazione né divergenza dai fatti precisi, mantenendosi realista e profonda, come lo é sempre il popolo messicano nella sua arte, compresi i casi in cui generalizza fatti e sentimenti, arrivando alla loro espressione cosmogonica” dirà di lei, il suo compagno Diego Rivera. Frida non cesserà mai di ostentare agli occhi degli altri una sorta di felicità latente, riversando nei dipinti tutta la sofferenza che si portava dentro. Nel 1925 infatti a causa di un grave incidente riporta gravi fratture al bacino, cui segue un lungo periodo di degenza a letto ed è qui che comincia effettivamente la produzione artistica di Frida, proprio in questa immobilità forzata e duratura che Frida troverà nella pittura il “tramite”, lo strumento per poter esprimere tutta se stessa con quel suo linguaggio particolare, di uno stile arcaico e nel contempo moderno, che fondeva parte della cultura messicana, primitiva a quella consapevolezza indiscutibile del suo “essere”. Ogni suo lavoro racchiude un emblema. Un mistero e una verità al tempo stesso, senza dimenticare il suo impegno politico e sociale.
La sua opera maggiore sia per dimensioni che per intensità del messaggio può essere riconosciuta nel quadro “le due Frida”, dove troviamo la sintesi del rapporto che la segnò per sempre con l’amato Rivera. Entrambe le figure del quadro hanno lo sguardo rivolto a chi le osserva, quella a sinistra impersona la Frida abbandonata e ha il cuore lacerato e, lungo tutto il corpo sono presenti macchie di sangue messe in risalto dal bianco della foggia dell’abito. Quella a destra, invece possiede il cuore ancora integro e veste con abiti tipicamente messicani che simboleggiano il periodo dell’amore con il pittore.

Una vita travagliata e sofferta che però si è tradotta in  opere di altissimo valore morale e creativo. Frida ancora oggi viene ricordata come una delle più grandi pittrici del novecento.
 Raffaella

21/06/11

Deshabillée di Chiara Nespoli - Pianeta donna chiama Terra


Fiorella Mannoia cantava: <<Siamo così dolcemente complicate … >>, ma molti uomini eliminerebbero con grande piacere il dolcemente, rafforzando il complicate ed è una loro prassi comune al termine di una discussione interminabile chiudere con un “proprio non ti capisco!”. Ma è proprio vero che noi donne siamo tanto complicate? Perché spesso abbiamo l’impressione di parlare una lingua diversa e ci sentiamo come alieni provenienti da un Pianeta sconosciuto dal sistema solare?
L’unico punto certo in questa serie di dubbi è la constatazione della diversità, perché le donne e gli uomini sono per davvero tanto diversi e per quanto uno schieramento tenti di capire l’altro, ci si riesce, a volte, ma non sempre e non per troppo tempo.
Quella che i molti dipingono come complessità è in realtà per molte donne un modo d’essere, nel senso che nell’anima delle donne riescono a convergere per davvero vocazioni e stimoli diversi, laddove albergano diverse passioni e diversi interessi. Ed è tale profondità di sensazioni ed emozioni che produce un effetto a tratti disarmante, ad altri confusionario. Il far convivere esperienze e pensieri diversi comporta anche il sorgere di necessità molteplici, non sempre agevoli da soddisfare.
Ed è anche vero che molti uomini non colgono le “nostre finezze di pensiero” e sono magari più pratici, mentre sul pianeta donna il pragmatico deve convivere con perfezione, attenzione, emozione, mestruazione! 

Chiara