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02/01/13

Dettagli di Raffaella Maiullo - Il pittore delle tendenze celestiali

Non posso che rammaricarmi con voi per questa assenza e soprattutto per il fatto che solo ora vengo a conoscenza dell'esposizione delle opere di uno dei più grandi maestri dell'espressionismo interiore di Napoli. Alfonso De Siena, anche conosciuto come il "pittore sognante", proprio per il forte legame con il mondo onirico che si percepisce immergendosi nelle sue opere, così tanto pregnanti che si aveva la sensazione dello stesso autore, l'ansia di comunicare il proprio spirito senza lasciarsi neppure il tempo di staccare gli occhi dalla tela e la mano dal pennello, come l'impegno e la dedizione di questo artista fuori dalla norma. 
Ogni opera dell'artista si allontana da un'altra per valore espressivo e tensione emotiva, ogni opera è diversa eppure uguale a sé stessa nella magia della fantasia. Quella stessa che lo porta a indagare una realtà immaginata e permeata nel sogno e con esso dipinta, basti osservare l'uso dei colori e delle forme e la risposta è immediata e inequivocabile. Tuttavia, il panorama artistico partenopeo ha emarginato non poco questo mondo pittorico innovativo e non si è dato il giusto prezzo, seppur inestimabile, al contributo del De Siena. Ma è proprio a Napoli, lo stesso spazio che spesso ospita percorsi di questi artisti dal profumo contemporaneo, allo spazio NEA  (locale radical chic in via Costantonopoli, Napoli), che ancora per pochi giorni potremo visitare la mostra di De Siena, fino all'8 Gennaio. 

Raffaella

19/12/12

Dettagli di Raffaella Maiullo- Quello che non ho è quel che non mi manca

Cosa fa di un opera degna di essere chiamata arte? Mi sono affannata tanto a cercare gli artisti e di conseguenza farvi conoscere i loro lavori ma quanto effettivamente mi sia soffermata su cosa li spingesse a tale esternazione non è quantificabile. Non lo è perché non l’ho fatto mai. Vorrei indurvi con me a fare questa riflessione e sia chiaro, non a riflettere il mio pensiero ma a considerare il vostro. Immaginiamo di avere in mano la chiave e di essere di fronte alla porta che dovremmo aprire. Immaginiamo pure che questa sia una porta particolarmente bella, sicuramente l’orgoglio di qualche ottimo falegname. La serratura c’è. Infiliamo la chiave e ci accorgiamo che manca qualcosa. La maniglia non c’è. La porta non è più serrata ma è sempre chiusa, a protezione di quello che nasconde. Come si apre? Potremmo fare come Alice, cercando un biscotto del rimpicciolimento e provare a passarvi sotto ma non ci sono biscotti col la mega scritta “eat me”. Cosa facciamo allora? Ci disperiamo? Abbandoniamo il segreto? Aspettiamo che qualcun altro arrivi a fare qualcosa? Scardiniamo la porta dal muro? Impossibile. Questa porta non ha nessun cardine. Non c’è nessun muro. Cosa fa di un’opera degna di essere chiamata arte? L’immaginazione. La fantasia, la signorina anarchia. La bella che è addormentata e che viene dolcemente risvegliata dal suo creatore e tenuta sveglia da chi la osserva. Immaginare cosa c’è dietro. Inventare storie, costruire meraviglie, corrompere la realtà. L’assenza della maniglia. Ecco di cosa abbiamo bisogno, una mancata mancanza. Indagate il vostro spirito miei cari. Non cercate di aprire la porta.
Raffaella

11/07/12

Dettagli di Raffaella Maiullo - Una tecnica meravigliosamente antica: il Suminagaschi




In questi giorni di caldo torrido cosa, se non l'acqua, può essere considerato l'elemento fondamentale per mitigare l'arsura? Ed è proprio pensando a questo che ho trovato questa curiosa tecnica artistica, antichissima, che trasforma uno specchio d'acqua in tela su cui dipingere meravigliosi disegni animati che poi vengono impressi nella carta e bloccati nel tempo. IL suo nome è Suminagashi ed è la fusione delle parole "sumi" che significa inchiostro e "nagaschi" che invece vuol dire fluttuare. Inchiostro che galleggia appunto. 
Curiosando sul web ho trovato diversi modi per farlo personalmente e provare l'emozione dell'acqua dipinta. Si consiglia di utilizzare smalto oppure colori ad olio e di intingere bene il pennello nel colore di modo che resti ben zuppo. Tuttavia, si sa, il piano su cui si lavora è decisamente instabile e tutto tranne che statico. I disegni saranno piuttosto astratti ma sono sicura che con un po' di esercizio la tecnica migliorerà! Ecco di seguito un video con la messa in opera. Buona settimana!
http://www.youtube.com/watch?v=J410yQ7PI1E

13/06/12

Dettagli di Raffaella Maiullo- Fatevi prendere da un attacco d’arte!



Avreste mai pensato che uno dei posti più infetti al mondo è al tempo stesso una meta turistica immancabile per chi visita Seattle? E ancora che sono gli stessi turisti a rendere il posto un luogo unico e impossibile da perdere per chi si trova da quelle parti? Beh, stiamo parlando del muro di gomma. O meglio del muro delle gomme. Gomma da masticare, chewin gum, gomma americana, cicca o comunque la chiamiate appiccicata al muro. Muro che ha cominciato a ricoprirsi di gomme intorno agli anni novanta, attaccate dai clienti di una biglietteria stanchi e annoiati dalle lunghe file che questa causava. E, anche se inizialmente sono state scrostate diverse volte nel 1999 gli addetti alla pulizia ci hanno rinunciato e hanno lasciato che il muro continuasse a ricoprirsi di centinaia di migliaia di gomme di ogni forma e colore. Tuttavia l’effetto, germi a parte, è piuttosto singolare e più che sembrare chewingum hanno l’aspetto di schizzi di pittura. Ad ogni modo se vi capitasse di fare un salto a Seattle ricordatevene e passate a Post Halley vicino al Park Place Maeket… e ovviamente munitevi del materiale per un consono “attacco” d’arte.

 


Raffaella