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16/03/13

It is flavour of the month: converting public toilet in a business

"From public toilets to restaurant": Peter Tomlinson has invested £100,000 to convert a former public toilet, near Oxford Circus in a sandwich and coffee bar. The old attendant's office has been transformed into a kitchen and the urinals are now table tops. The space has been completely disinfected. "Everything has been jet washed and the soil stacks have been concreted and capped" Tomilson told the BBC. 



Seeing that the conventional places are very expensive in London he has had a great business idea: Look beyond the smelly lavatory and to create this fantastic little space. Furthermore, the conversion of an abandoned public toilet into a restaurant proved to be a fast and economical alternative. 

It will look like odd that the place of you eat today once the men of London used to “relieve” themselves. Notwithstanding, this does not seem to scare off the clients, that get taste salmon sandwich with wine's glass.




11/06/12

Fashion Food di Tonia Credendino - La pizza, da cibo di strada a pilastro della dieta Mediterranea

La pizza, pilastro della dieta Mediterranea, ha raggiunto una eccellenza e una qualità tutte nuove: è fragrante, saporita, gustosa e digeribile come non lo è mai stata prima.
E venne il tempo dei pizzaioli. Dei cosiddetti chef-pizzaioli. In questi anni di stenti economici, il cosiddetto “cibo di strada” è di moda e i pizzaioli hanno trovato posto accanto agli chef più noti nei programmi televisivi, nei quotidiani, nelle riviste, nelle radio. Un fenomeno singolare.

I pizzaioli dunque sono diventati chef, e anzi ci sono perfino chef che sono diventati pizzaioli. È la rinascita della pizza, fra eventi e discussioni, fra sperimentazioni e severe scelte di ingredienti (non di rado il rustico si identifica erroneamente col buono), fra scuole e approssimazioni giornalistiche. Forti di una tradizione secolare che porta a mangiare pizza ad ogni momento della giornata, come avviene meravigliosamente tutt’oggi a Napoli, i gourmet sono arrivati ormai a parlare di pizza ad ogni momento della giornata. Almeno c’è una parte del corpo, le mascelle, che non ha ridotto il tempo d’esercizio fisico in questo nuovo secolo di astenia.

Non c’è una sola pizza. Ma diversi tipi di pizza che differiscono fra di loro per impasto, lievitazione e cottura. Difatti si sta rinnovando sia la pizza napoletana che la pizza fritta, sia la pizza “a metro” di Vico Equense che la pizza “a taglio” romana, sia la neonata pizza “gourmet”. Quest’ultima, che va diffondendosi in tutta Italia, intende combinare la perizia dello chef a quella del pizzaiolo, coniugando l’impasto della pizza agli ingredienti di spicco della cucina italiana.

Nonostante il boom mondiale degli ultimi quattro decenni, della pizza si è tramandata più la tecnica che non la conoscenza scientifica dei procedimenti o la perizia degli ingredienti. Conoscenza, perizia e sperimentazione sono gli aspetti che fioriscono oggi nelle università, nelle scuole e nelle pizzerie. Assieme alla spettacolarizzazione che fiorisce in tutti i media. Nel tempo degli scandali vaticani, la pizza è quasi una religione.
Tutto ciò concorre anche a formare un profilo nutrizionale della pizza, che è uno dei pilastri della dieta mediterranea.

Tonia