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29/12/12

Fashion Food di Tonia Credendino - L' anno sta per finire e il brindisi sarà d' obbligo




Ogni festa importante che si rispetti prevede un brindisi bene augurale tra le persone che festeggiano, occorrono dei calici e una buona bottiglia di spumante. E’ il momento per brindare e la notte di Capodanno è forse il momento migliore per alzare il calice e fare un brindisi d' auguri, per salutare il vecchio anno che se ne và e sperare in qualcosa di bello e positivo per quello che viene.





Come curiosità possiamo dire che se festeggierete il capodanno a Praga, dovrete dire "na zdravi". In Danimarca e Norvegia "skàl", in Bulgaria "na zdrave", in Irlanda "slàinte", in Olanda "prost, gezondheid", in Spagna "salud", in Russia "vashe zdorovje", in Francia "santé" mentre in Inghilterra "cheers".

E con questo non resta che augurarvi Buon Anno!

Tonia

26/12/11

Fashio Foood di Tonia Credendino- Pronti a brindare ...



Buon Natale anche a te Teresa e complimenti per il pezzo sulla Locanda Morgon, qualità ed esperienza al servizio degli appassionati, Ferrari è la prima casa italiana di bollicine Metodo Classico. Ogni bottiglia è un pezzo unico, concepito, seguito e perfezionato secondo il rigido insegnamento di Giulio Ferrari, fatto proprio dalla famiglia Lunelli e ogni principio cardine del disciplinare Trento Doc.

Oggi, 26 dicembre, proiettati verso i festeggiamenti per l’avvento del nuovo anno, non posso che seguire il tuo consiglio e proporre ai nostri lettori di bere l’eccellenza della casa Ferrari, Trento Extra Brut Perlè Nero 2005, da uve pinot nero 100%, dorato chiaro impreziosito dal brillante perlage. Fastosa e invitante gamma olfattiva ricca di sensazioni di frutta tropicale, foglia di tè, orzata, pesca, melone bianco, mela renetta sullo sfondo note di lampone, fragolina e mineralità. Grande la mobidezza compensata da stupenda sapidità, freschezza agrumata appagante.


Ma se la scelta dello spumante è fondamentale ancora di più lo sono le risposte ai dubbi che seguono.
Flûte o coppetta? Col botto o senza? "Prosit!" "Salute!" E via con tintinnare di bicchieri che si toccano: così sono state già infrante 3 indicazioni del galateo. Il brindisi bon ton prevede un semplice "auguri" o un "evviva" e l'alzare il calice guardando negli occhi la persona/le persone con cui si brinda, senza il contatto tra i bicchieri.


Sono le poche regole di etichetta da seguire per il brindisi perfetto, dopo che il tappo delle bollicine sarà saltato a celebrare il capodanno. In primo luogo no a stappare la bottiglia col botto.
 Ovviamente il galateo non dimentica il buon senso, quindi quando si parla di regole ci si riferisce a situazioni un po' formali o a luoghi pubblici: l'obiettivo è semplicemente quello di non disturbare gli altri. Va da sé che nell'intimità familiare ognuno fa quel che vuole.
In ogni caso anche secondo l'etichetta il botto è ammesso: ma solo una volta l'anno, che è appunto la notte di San Silvestro.

Secondo me, invece, il 31 non c'è locale di classe che tenga: il botto si deve fare e più forte possibile, voi che ne pensate??
 Ma a proposito, a chi spetta l'onore-onere di stappare champagne o spumanti? Se si tratta di una festa privata, sempre al padrone di casa. Se gli invitati sono così numerosi da richiedere più bottiglie, le stappano - preferibilmente in contemporanea - gli uomini meno giovani. Non le donne a meno che non ci sia una grande appassionata ­­­­­/esperta di vini. 

Una volta imparate le regole di come brindare, ricordando che, si scelga di bere italiano o francese, l'importante è che siano bollicine, soprattutto se si desidera fare conquiste: che i vini spumanti siano complici di seduzione non è solo un cliché. L’anidride carbonica accelera l’ingresso in circolo dell’alcol quindi rende più rapido quel lieve stordimento inebriante del vino.

Ed allora… da tutta la redazione di Emme Mag vi giungano spumeggianti gli  auguri per un brindisi al 2012 più che brillante.

Tonia

11/12/11

Charme & Relax di Teresa Mincione - SHANGRI-LA HOTEL … l’anima di Parigi osservando la Tour Eiffel!


 Patria della moda e della storia, sinonimo di lusso e di charme … madame e messier ecco a voi: Parigi! C’è chi dice che sulla città più romantica al mondo sia stato scritto tutto, e che con i libri scritti si potrebbe addirittura costruire una nuova Tour Eiffel. Chi prova a dire il contrario? Beh, libri e battute a parte come non desiderare di trascorrere il Natale a Paris? Per le amanti dei Marchés de Noël  il piu grande si trova all’Arche de La Defense, mentre  le ammiratrici della moda e le inguaribili romantiche come me, potranno illuminarsi d’immenso sugli Champs-Elysées. Un tripudio di luci  e addobbi natalizi  arricchiranno occhi ed animi. Tour Eiffel con i libri? 

Tutte noi ci “accontenteremmo” di quella originale soprattutto se per ammirarla avessimo a disposizione una suite e un comodo divano tutto per noi. Questo e tant’altro al SHANGRI-LA HOTEL icona di stile ed eleganza parigina costruito nel 1896 per il principe Roland Bonaparte. 

Pierre-Yves Rochon, famoso architetto d’interni, qui ha ben amalgamato il suo estro allo stile classico francese caldo ed avvolgente. Ivi gli ospiti, avranno la possibilità di godere di una vista invidiabile sulla città e sulla Senna, magari in compagnia  di uno strepitoso champagne e di una cena gourmet francese preparata appositamente dal ristorante dell’hotel. 

“L’Amore a Parigi ha il gusto dello champagne – lo si serve nella temperatura, nella stagione e nel momento migliore”. Centro fitness e benessere attenderanno quanti vorranno dare un tocco di energia ad un soggiorno cosi lussuoso e di charme.  






 Niente male per un Natale fuori casa, no?  Magari chissà potremo trovare Cupido in giro per la città e … buona vacanza ragazze e w la France!

Teresa


25/07/11

Fashion Food di Tonia Credendino - Madame Pommery & Madame Clicquot..

Archiviati i festeggiamenti per il bicentenario della Perrier-Jouët, questa settimana vi presento altre due maison che in terra di champagne rappresentano allo stesso modo longevità e innovazione.

Oltre ad essere le più grandi case di bollicine al mondo, hanno in comune l’essere state guidate da due grandi donne, madame Pommery e madame Clicquot entrambe rimaste vedove molto giovani e che hanno saputo con determinazione e vivace energia affrontare la sfida della gestione e dell’evoluzione.“Fare” e “essere” si fondono in Pommery alla ricerca di una visione intensa della vita, una filosofia che caratterizza la Maison Pommery fin dalla sua fondazione, come se l’anima di Madame Pommery fosse rimasta legata per sempre all’attività da lei creata.

Nel 1874 Madame Pommery percepisce che i gusti stanno cambiando e chiede allo Chef de Cave della Maison di ideare uno champagne secco, leggero ed elegante, nasce così, Pommery Nature, il primo “brut” millesimato della storia che diventerà un successo senza precedenti. La finezza e la vivace leggerezza che riuscì a donare ai suoi champagne sono un fil rouge che ancora oggi contraddistingue i prodotti della Maison.

Qualche anno prima, nel 1772, fu fondata la maison Veuve (vedova) Clicquot da Philppe Clicquot-Muiron, ma fu la sua giovane vedova, Madame Clicquot-Ponsardin, la vera artefice dell'espansione e del successo. 

Il Veuve Clicquot Ponsardin Brut detto anche Brut Yellow Label per via della sua elegante etichetta giallo-dorata è uno champagne dal bouquet aromatico netti i sentori di brioche e vaniglia.
Nel 1814 Madame Clicquot sfidò il blocco continentale che paralizzava l'Europa dell'epoca e, riuscì a consegnare i suoi vini a San Pietroburgo. Lo Champagne fu accolto con enorme successo e creò grande fermento nell'aristocrazia russa.
L'evento segnò l'inizio di un fulmineo successo e la Maison continuò a crescere. La presenza di Madame Clicquot nella regione era così forte che ben presto divenne famosa presso gli altri operatori del settore vinicolo con l'appellativo di La Grande Dame de la Champagne.
Da sempre una vera perfezionista, nel 1816 inventò la prima table de remuage, una tavola che inclina le bottiglie, facendo gradualmente scivolare i sedimenti verso il collo della bottiglia, rendendo così lo Champagne limpido e notevolmente più nobile.
Due donne straordinarie a sostegno dell’attuale impegno delle donne nel settore vitivinicolo in Francia come in Italia, eredi di aziende storiche o creatrici di nuove etichette, le Signore sono diventate protagoniste di vigne e cantine.
In alto i calici, dunque: IL VINO E’ DONNA!!

Tonia

18/07/11

Fashion Food di Tonia Credendino - La maison Perrier-Jouët fête son bicentenaire...


Si dice champagne e si pensa a serate mondane, a party eleganti, a gente dell’upper class dal profumo costoso e dai gioielli scintillanti. Si dice Perrier-Jouët e si pensa all’eccellenza, al lusso, all’amore per la qualità e per la tradizione, che guarda al futuro, alla raffinatezza mista ad un pizzico di stravaganza. La prestigiosa maison francese, fondata nel 1811, quest’anno festeggia in grande stile il suo bicentenario con un’illustre collaborazione.
Sarà la gloria dell’etichetta o il raggiungimento di un fatidico anniversario, fatto sta che la notizia è a dir poco regale: Sua Altezza Serenissima Principe Alberto II di Monaco ha scelto proprio Perrier-Jouët come champagne ufficiale per il suo matrimonio con Charlene Wittstock

Niente di nuovo sotto il sole, potranno dire i soliti cortigiani, visto che Perrier-Jouët è già fornitrice ufficiale del Principato – da 10 anni,con la prestigiosa Cuvée Belle Epoque, per il Ballo della Rosa

Modo migliore per festeggiare il bicentenario, da parte di un’etichetta che può vantare il primo brut in assoluto (nel 1854), la prima cuvée vintage (nel 1858) e la prima bottiglia decorata da Emile Gallé in perfetto stile Art Nouveau (1902), probabilmente non c’era. O forse sì, visto il regalo che la prestigiosa azienda ha deciso di farsi e di fare a tutti i suoi estimatori per la fausta occasione un’opera d’arte di grande eloquenza espressiva, una confezione “limited edition” realizzata dal giovane artista Daniel Arsham in 100 esemplari firmati e numerati, custoditi e acquistabili solo presso la casa madre. 

È appunto il poliedrico trentenne di Cleveland, noto per le opere di scultura e architettura (lo stadio di baseball a Miami), interior design (la showroom Dior a Los Angeles) e set teatrali (per il coreografo Merce Cunningham), ad aver plasmato un’elaborata e immacolata cantinetta in gesso divisa in due parti, ognuna destinata a contenere una Magnum Belle Epoque 1998: la prima, da tenersi in casa e degustare al più presto; la seconda, da lasciare nelle cantine Perrier-Jouët per un secolo, a disposizione degli eredi. Un artificio artistico-temporale che esprime al meglio il concetto di “living legacy” voluto dalla “maison”: la memoria storica, emotiva, artistica e culturale intesa come impronta di un cammino vitale orientato al futuro. In altre parole – “un omaggio alla straordinaria maestria artigianale della casa e alla sua passione nel tramandare il senso della 'art de vivre' francese alle generazioni future" ha dichiarato Lionel Breton (Presidente e CEO di Martell Mumm Perrier-Jouët).

Tonia