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14/04/12

Wellness e Fitness di Luigi Manna - America's Cup - Fitness e Dieta del buon velista

«Ragione e passione sono timone e vela della nostra anima navigante»
(Khalil Gibran - poeta, pittore e filosofo libanese)

 Nella sua moderna evoluzione, lo yachting è cresciuto fino ad abbracciare discipline molto diverse tra loro: dalle elevate prestazioni fisiche e tecniche del windsurf, dei catamarani e delle derive olimpiche fino alle dure imprese oceaniche, al gioco di squadra di una regata d'altura, alla mega-vela della Coppa America e alle sfide del Match Race. La vela può soddisfare molti perché offre a ciascuno la barca più adatta in funzione dell'età, del carattere, delle possibilità.  La vela è definita attività di destrezza con impegno muscolare posturale e direzionale, ovvero una disciplina sportiva nella quale la dote principale è l'efficienza psico-neuro-sensoriale, ma per eccellere è necessario un notevole lavoro fisico. Il velista, che conduce e dirige la barca, deve, infatti, sia agire sugli organi di comando, sia mettere in atto una determinata e corretta posizione per mantenere l'equilibrio sulla barca. È il lavoro muscolare di tipo posturale a prevalere. I sobbalzi e le sollecitazioni impongono, in particolare, un lavoro costituito da contrazioni, prevalentemente di tipo isometrico, che interessano gran parte della muscolatura corporea e che, in alcuni momenti, possono raggiungere, nei praticanti agonisti di questo sport, intensità realmente notevoli. La caratteristica più saliente di questa specialità sportiva è che sforzi intensissimi e molto brevi sono intervallati da periodi più o meno lunghi di recupero dalla fatica. Basti pensare al complesso lavoro che accompagna le manovre di regolazione delle vele. Lo sport velico può essere praticato dagli otto-dieci anni di età e si può continuare a praticarlo fino ad età avanzata, purché la si affronti con una adeguata preparazione psicofisica di base, una corretta tecnica, ma soprattutto con una giusta dose di prudenza, ovvero nella costante capacità di valutare oggettivamente il proprio stato fisico, in rapporto alle condizioni atmosferiche e alle proprie capacità tecniche.
Trattando, nello specifico, dell'allenamento per una regata notiamo che:  nell'età dello sviluppo, il giovane velista deve prepararsi atleticamente con attività multilaterali e altri sport e il suo livello di efficienza progredisce e si sviluppa man mano che migliora la tecnica e aumenta l'impegno agonistico.

La programmazione dell'allenamento deve essere a lunga scadenza e divisa in più fasi:

  • nella  prima fase viene effettuato, prettamente, un lavoro in circuito (circuit training) che, richiedendo una continua modifica delle azioni motorie, stimola un continuo adattamento a situazioni nuove.
  • nella seconda fase vengono inseriti nel programma di allenamento degli  esercizi di equilibrio, coordinazione e agilità, per ricreare situazioni simili a quelle che si presentano in regata, come, ad esempio, le regolazioni della vela in caso di onde o comunque di instabilità del mezzo;
  • nella terza fase l'interesse principale sarà rivolto al potenziamento dei settori muscolari più sollecitati: braccia, spalle, tronco, bacino. Si deve aver cura di evitare, però, sovraccarichi eccessivi finché l'organismo è in fase di accrescimento;
  • Nell'ultima fase si procederà con un allenamento personalizzato, considerando le condizioni fisiche, il periodo stagionale, la tipologia di barca.
Di base, è fondamentale ottenere un giusto equilibrio fra le varie componenti muscolari in modo da evitare problemi al tratto lombare della colonna vertebrale. Difatti, per migliorare la resistenza, l'esercizio principale suggerito è la corsa prolungata (venticinque-trenta minuti); non si escludono, tuttavia, altre forme di allenamento per la resistenza che possano risultare più gradite o più facilmente realizzabili, quali nuoto, bicicletta, canottaggio, marcia veloce.

E dopo aver delineato le fasi dell'allenamento è importante conoscere anche l'alimentazione del buon velista, nella fase di preparazione ad una gara:
  •  Prediligere cibi facilmente digeribili, prevalentemente carboidrati complessi, pasta o riso, in piatti non elaborati e poco conditi esclusivamente con olio extra vergine di oliva preferibilmente aggiunto a crudo;
  • Buona idratazione data la forte esposizione solare durante la regata;
  • la dieta mediterranea è una buona scelta in quanto include il consumo di almeno cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura di stagione che coprono pienamente il fabbisogno minerale e vitaminico necessario per preparare l'organismo ad affrontare, nella maniera più corretta, l'esposizione solare. 
  • consumare 500 ml di acqua o sport drink nei 30 minuti precedenti la competizione e poi circa 150 ml ogni 15-20 minuti, variando la frequenza anche a seconda delle condizioni atmosferiche. 
  • Se l'inizio della regata coincide con l'orario di pranzo, la colazione dovrà essere sostanziosa e va consumato almeno tre ore prima della partenza. Preferire alimenti asciutti e secchi ed evitare latte e cappuccino. Scegliere invece tè o semplicemente acqua. Evitare brioches e cornetti con creme varie, biscotti e dolci farciti, favorendo fette biscottate oppure pane tostato con miele o marmellata. Anche una porzione di dolce da forno, tipo ciambellone o plum-cake, preparati ad esempio con lo yogurt. Si consiglia comunque di scegliere una colazione già "testata" in allenamento e di non assumere cibi mai provati prima di salire in barca. Si può optare anche per una colazione salata con toast al prosciutto cotto e tocchetti di parmigiano o grana. Bene la frutta, come mele e pere; non da tutti tollerate sono, invece, pesche, uva, susine e prugne. 
  •  durante la competizione e tra una prova e l'altra è preferibile assumere cibi che forniscano energia immediata, prevalentemente carboidrati: oltre alle bevande isotoniche che, oltre ai sali, contengono una quota di zuccheri, è bene consumare frutta, scegliendo tra la più "asciutta" oppure quella essiccata, barrette ai cereali, biscotti leggeri di quelli per bambini che si sciolgono in bocca o anche miele, gallette, crackers. 


Buon vento a tutti!
Luigi Manna 



13/04/12

Event di Mirko Rambone - American’ s Cup - Napoli: American’ s Cup 2012


E’ sempre un grande spettacolo vedere il vento caldo di aprile sfiorare sulle vele colorate. 


In questo periodo nella bellissima Napoli c’ è un grande fermento per l’  American’ s  Cup 2012. Da mercoledì 11 aprile, fino a domenica 15 le vele dei catamarani  coloreranno il golfo di Napoli.
La regata  quest’  anno ha coinvolto oltre trentacinquemila turisti da tutto il mondo: Undici i catamarani per nove equipaggi. Esubero di clienti negli alberghi di Napoli.
Il primo giorno il vento è stato più forte del previsto, accompagnato poi da un po’ di pioggerella. Invece, giovedì 12 le vele si sono spinte leggere lungo la costa per incantare così chi era ad assistere allo spettacolo. Il magnifico sole di ieri all’improvviso ha irradiato il mar  mediterraneo. 


Il campionato come stabilito toccherà varie tappe… Subito dopo Napoli vedremo di nuovo le vele nella magica laguna di Venezia. 

Classifica:

1° posto: Emirates Team New Zealand con 39 punti
2° posto: Oracle Spithill con 29 punti
3° posto a pari merito: Luna Rossa, Piranha e Team Korea con  27 punti

Mirko

09/04/12

Charme & Relax di Teresa Mincione- America's Cup- NAPOLI:IL GRAND HOTEL VESUVIO…CON VISTA SULL’AMERICA’S CUP



Carissime, il viaggio di questa settimana è all’insegna di mare, vento e abbondanti schizzi d’acqua. Le amanti come me della vela avranno già intuito qualcosa. Impossibile perdersi la competizione velica più prestigiosa e leggendaria al mondo.  Pronte, biglietto e valigia, voliamo su Napoli! La città si trasforma  in un enorme e scintillante palcoscenico sul quale andrà in scena l’America’s cup, che avrà come attore principale il mare. Regate a tutto spiano con il vento che fa da co-protagonista. Quale occasione migliore per conoscere la Neapolis bella ed emozionante? Alla “Napule mille colori” non manca nulla: il magnifico e imparagonabile paesaggio, lo scintillio del mare, la solarità delle persone e la storicità della sua cucina. Chi impara a guardarla con altri occhi non vuole andarsene più via. Una canzone del 1919 di E. A. Mario dice “ luntana a Napule nun se po’ sta”.




 Insomma, tra vicoli, palazzi storici, piazze, musei e chiese si ha l’imbarazzo della scelta. Un  percorso per ogni intento, magari fermandoci di tanto in tanto a rifocillarci con una bella sfogliatella riccia appena sfornata. Per il nostro relax il GRAND HOTEL VESUVIO situato sul lungomare di fronte a Castel dell’Ovo, a pochi passi dalla bellissima Piazza Plebiscito.  Sin dal 1882 essenza dell’ospitalità di lusso partenopea. 

Potremo viverci la gara da una posizione senza eguali magari sedute comodamente in terrazza ad un tavolo del Ristorante Caruso Roof Garden all’utimo piano dell’hotel. Sembrerà di sognare ad occhi aperti. Per defaticarci dai giri turistici, la ECHIA Club ci coccolerà con le tante proposte tra trattamenti, massaggi, bagno turco, sauna e percorso emozionale. 

Per concludere  la giornata una bella passeggiata dinanzi l’albergo tra le luci e i suoni del mare, o magari tra le romantiche mura del borgo marinaro. Penserete di star sognando, ed invece sarà “solo” Napoli.

Teresa