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13/03/12

Deshabillèe di Chiara Nespoli - Festa del Papà- Per la Festa del Papà: Auguri, coccole e baci in quantità!


Il 19 marzo esiste un solo Protagonista: colui il cui ruolo nell’ambito coniugale è spesso un po’ oscurato, la cui presenza è talvolta erroneamente sottovalutata, ma che rappresenta, invece, un pilastro essenziale per ogni famiglia: il Papà! La data, nei Paesi cattolici, è scelta in maniera assolutamente non casuale, difatti si svolge in concomitanza con la festa di San Giuseppe, considerato padre putativo dei popoli, in quanto padre di Gesù e marito di Maria. Ma ad oggi come si festeggia la festa del papà? E’ un’occasione sentita per rinnovare i ringraziamenti e far sentire ancora più forte l’affetto verso il proprio genitore?Oppure si tinge ancora una volta di consumismo ed è succedanea rispetto alla più nota e “celebrata” festa della mamma?
Che la mamma sia sempre la mamma è cosa nota, che non necessita di ulteriori commenti, in quanto è una figura talmente fondamentale, da essere considerata unica ed insostituibile, un po’ differente è invece, talvolta la considerazione relativa ai papà, in quanto l’uomo di casa ha spesso il dovere di essere più burbero, più severo, autoritario, portare i pantaloni non è così semplice, e tale atteggiamento può essere scambiato per distacco o per scarso apprezzamento.
Il consiglio di oggi è semplice e pulito, ma bi-direzionale:
per i figli, aspettate che i vostri papà rincasino e correte loro incontro sorridendo, poi saltategli addosso e dispensate baci, abbracci, coccole ed un sincero grazie papà! Nessun regalo sarà mai paragonabile a questo!
per le mogli, le più scettiche potrebbero ritenere che non è affar loro, ma se ci si riflette bene, in realtà sono prima le mogli e poi le figlie a dover ringraziare i loro compagni, perché è grazie al loro amore che hanno avuto modo di realizzare il sogno più bello e più grande che ogni donna desidera, ovvero diventare madre.

Dunque, se ai figli è consigliato affetto smielato, alle mogli si consiglia di festeggiare questo giorno spendendo al meglio le proprie qualità, quale cucinare con passione, condimenti giusti per una giornata da ricordare. Un giorno speciale, che merita di essere festeggiato: il programma ideale dovrebbe riservare un bellissimo pomeriggio in compagnia dei figli, una cena con le pietanze preferite ed una notte all’insegna di amore e passione, tutta dedicata al proprio amato. 

Chiara

12/03/12

Fashion Food di Tonia Credendino - Festa del Papà- Sweet Father’s day


La Festa del Papà si sta avvicinando a grandi balze e visto che a conti fatti manca appena una settimana, che coincide con il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, per non farsi cogliere impreparati ecco qui una bella ricetta da segnarsi in previsione del gran giorno perché che festa è se manca il dolce?  

La tradizione, specialmente al sud Italia, vuole che in quel giorno si mangino le zeppole di San Giuseppe, ovvero, dei dolci fritti o al forno con crema e amarena. Tipicamente della Campania, le zeppole sono apprezzate un po’ in tutto il Paese e sono dedicate al Santo protettore dei falegnami e dei friggitori. Le zeppole di San Giuseppe, del resto, sono proprio la specialità da sfornare, secondo tradizione, il 19 marzo, data che vede appunto coincidere la festa di San Giuseppe, protettore dei friggitori e dei falegnami, con quella dei papà.

 
Infatti, oserei dire: "Napoli inventò le zeppole, tutta l’Italia se ne leccò le dita". Era il 1857 quando  il filologo Emanuele Rocco  propose questa epigrafe in onore del dolce partenopeo.


Si tratta di dolcetti piccoli e fritti da guarnire con crema e amarene spolverizzate di zucchero a velo: ovviamente esiste anche la versione al forno, ma quella preparata in olio e padella resta comunque quella più fedele alla tradizione e a quello che è il  vero gusto originario di questo dolce. L’accompagnamento migliore per le zeppole di San Giuseppe, che volendo si possono anche tagliare a metà nel senso della lunghezza e quindi guarnire di crema anche al centro oltre che sulla superficie.
La preparazione delle zeppole è laboriosa, per realizzarle oltre agli ingredienti servono dell’olio di semi e una padella per friggere, della carta assorbente, un pentolino per scaldare il latte, un piano di lavoro e una sach a poche. Quest’ultima, in particolare, ha una doppia utilità: in un primo momento si usa per formare dei cerchi con l’impasto “disegnandoli” direttamente  nell’olio di semi nel frattempo diventato ben caldo e poi, in una fase successiva, per guarnire le zeppole con la crema preparata a parte con amido di mais, buccia di limone grattugiata, farina, latte caldo e tuorli d’uovo, durante la frittura, le zeppoline cominceranno a gonfiarsi e prendere colore: una volta pronte, non resta che scolarle con una schiumarola, tamponarle con cura in carta assorbente e guarnirle.

‘E canuscite ‘e zeppule? Si pruvenite ‘a Napule ‘a cosa è assaje probabile, si nun ce crire, pruovale: par’o magnà dell’Angele!



E le zeppole meriterebbero davvero un monumento: deliziosi choux  sormontati da soffici ricci di crema pasticcera con  l’immancabile Amarena.

Impossibile resistere!


Tonia