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10/12/12

Fashion Food di Tonia Credendino - A Natale … Food & Wine




Le foglie sono cadute è arrivato il freddo serio e bisogna ricordarsi di mettere le gomme da neve. I comuni fanno a gara per le luminarie più belle, gli alberi più alti, i negozi che stanno aperti più a lungo. Bisogna fare cambusa di cibo, regali, addobbi e ricordarsi di impostare gli auguri natalizi istituzionali nella casella delle mail.
Considerando tuttavia il periodo poco spensierato che stiamo vivendo, è il caso secondo me di rivedere un attimo il concetto del Natale italiano da “Cine Panettone” e prendere in considerazione un modello più alternativo, più contemporaneo. Un po’ più cool, più food!!
A partire dai regali… Se fosse per me opterei per regalare cibo artigianale, rigorosamente made in italy, avendo cura di scegliere in base alle specialità regionali. Nella mia lista dei desideri ci sono vini campani, spumanti franciacorta, biscotti, cioccolato e marmellate biologiche.
Il cibo e il buon vino, sono sempre molto graditi, più degli oggetti inutili! E riescono davvero a scaldare l’atmosfera e renderla speciale. Aiutare l’Artigianato locale è sempre buona cosa.
Nove italiani su dieci trascorreranno la vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti e amici e diverse sono le specialità culinarie e enologiche che propongono le tante tavole italiane.






Quindi niente di meglio che presentarsi all’appuntamento con delle bottiglie da regalare ai padroni di casa o da stappare per gli ospiti e tante altre bontà gastronomiche che abbondano nella nostra ricca Italia.
Fonte : http://www.mymi.it/

12/03/12

Fashion Food di Tonia Credendino - Festa del Papà- Sweet Father’s day


La Festa del Papà si sta avvicinando a grandi balze e visto che a conti fatti manca appena una settimana, che coincide con il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, per non farsi cogliere impreparati ecco qui una bella ricetta da segnarsi in previsione del gran giorno perché che festa è se manca il dolce?  

La tradizione, specialmente al sud Italia, vuole che in quel giorno si mangino le zeppole di San Giuseppe, ovvero, dei dolci fritti o al forno con crema e amarena. Tipicamente della Campania, le zeppole sono apprezzate un po’ in tutto il Paese e sono dedicate al Santo protettore dei falegnami e dei friggitori. Le zeppole di San Giuseppe, del resto, sono proprio la specialità da sfornare, secondo tradizione, il 19 marzo, data che vede appunto coincidere la festa di San Giuseppe, protettore dei friggitori e dei falegnami, con quella dei papà.

 
Infatti, oserei dire: "Napoli inventò le zeppole, tutta l’Italia se ne leccò le dita". Era il 1857 quando  il filologo Emanuele Rocco  propose questa epigrafe in onore del dolce partenopeo.


Si tratta di dolcetti piccoli e fritti da guarnire con crema e amarene spolverizzate di zucchero a velo: ovviamente esiste anche la versione al forno, ma quella preparata in olio e padella resta comunque quella più fedele alla tradizione e a quello che è il  vero gusto originario di questo dolce. L’accompagnamento migliore per le zeppole di San Giuseppe, che volendo si possono anche tagliare a metà nel senso della lunghezza e quindi guarnire di crema anche al centro oltre che sulla superficie.
La preparazione delle zeppole è laboriosa, per realizzarle oltre agli ingredienti servono dell’olio di semi e una padella per friggere, della carta assorbente, un pentolino per scaldare il latte, un piano di lavoro e una sach a poche. Quest’ultima, in particolare, ha una doppia utilità: in un primo momento si usa per formare dei cerchi con l’impasto “disegnandoli” direttamente  nell’olio di semi nel frattempo diventato ben caldo e poi, in una fase successiva, per guarnire le zeppole con la crema preparata a parte con amido di mais, buccia di limone grattugiata, farina, latte caldo e tuorli d’uovo, durante la frittura, le zeppoline cominceranno a gonfiarsi e prendere colore: una volta pronte, non resta che scolarle con una schiumarola, tamponarle con cura in carta assorbente e guarnirle.

‘E canuscite ‘e zeppule? Si pruvenite ‘a Napule ‘a cosa è assaje probabile, si nun ce crire, pruovale: par’o magnà dell’Angele!



E le zeppole meriterebbero davvero un monumento: deliziosi choux  sormontati da soffici ricci di crema pasticcera con  l’immancabile Amarena.

Impossibile resistere!


Tonia

29/02/12

Dettagli di Raffaella Maiullo - Matrimoni (im)possibili- Ciucciati il calzino!



Per la categoria matrimoni impossibili non ci facciamo mancare nulla! E se lo dico, fidatevi che è così. Prima però provate a rispondere a questa domanda senza scorrere l’articolo. Cosa c’entrano dei calzini e delle figure o addirittura dei volti? Prima di scoprire questo artista io stessa avrei risposto con una certa sicurezza che non avessero nulla a che fare l’uno con l’altra e invece mi sono dovuta, a ragione, ricredere! 


Lui si chiama Marcello Cerrato e vive in un piccolo paese della provincia di Avellino. Le sue opere sono veramente incredibili e molto difficilmente ci si accorge dei materiali che utilizza per realizzarle. Nella piccola biografia presente sul suo sito che vi posterò alla fine del pezzo si legge che è nato nel 1978, che insegna la magia dell’arte a scuola e soprattutto, che è sin dall’asilo che è iniziata, per lui, questa vocazione. Da quando il suo maestro gli disegno Zorro su un foglio, per l’esattezza. Tra l’altro Marcello realizza, su richiesta ritratti personalizzati coi vostri calzini.


 Divertente, no? Tenetelo d’occhio, mi raccomando. Non capita tutti i giorni di scoprire un tale connubio di cose! Potrebbe essere un’idea originale per fare un regalo o anche solo per apprezzare i suoi lavori! http://www.marcellocerrato.it/#Nuova%20pagina%200