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18/03/12

Charme & Relax di Teresa Mincione - Toscana:Lucca, Arte e bellezza tutte toscane all’HOTEL VILLA CASANOVA.


In piena era di viaggi organizzati con uno  smart box è sempre bello e piacevole abbandonare questa consuetudine e seguire i propri gusti per fissare mete ed itinerari.  Se poi compagni di viaggio sono i papà, beh allora, non basta un semplice libretto a soddisfare le esigenze. Per la loro festa un itinerario ad hoc tutto al maschile! Di scena quest’oggi ci sono musei, lirica, antiquariato e tanta buona tavola. La destinazione? Un magnifico spicchio di Toscana, un fiore all’occhiello della fascinosa Toscana: Lucca. 

Offre al visitatore un primo colpo d’occhio d’impatto, essendo racchiusa da una cerchia muraria cinquecentesca rimasta intatta. Il suo aspetto medievale lo si scorge a occhio nudo: campanili merlati, palazzi di pietra, torri e tanto altro a parlare della storia di questa piccola grande città.  La  piazza dell’anfiteatro romano è passata alla storia per le facciate stondate che consentono di mantenere la forma ellittica. I papà appassionati di lirica ricorderanno che la bella città ha dato i natali a Giacomo Puccini. Gli amanti dell’antiquariato, a contrario ricorderanno che ogni terza domenica del mese, in pieno centro storico, la città si trasformerà in un mercato a cielo aperto ospitando pezzi d’arte e d’antiquariato provenienti da ogni galleria d’arte più importante. Un po’ per  tutti i gusti e per tutti gli hobbies. 

Per quanti invece adorano paesaggi bucolici e quadretti in verde, in località Marlia, c’è il parco della Villa Reale di Marlia:(dove si dice che la camelia lì sia regina) la dimora storica che ai primi dell’800 fece innamorare la sorella di Napoleone tanto da deciderne di farne propria residenza. Visitarla lascia incantati! 

Per il ristoro dei nostri papà, nei dintorni di Lucca, l’HOTEL VILLA CASANOVA, che unisce la semplicità di una fattoria di campagna, il fascino di un albergo di lusso e l’intimità di un boutique hotel nel cuore della Toscana. 

Spazi ampi ed accoglienti, dove la luce la fa da regina, li coccoleranno tra un momento di relax tra le pagine di un libro o in un momento di meditazione con un sigaro e un ottimo rum. Nulla è lasciato al caso quando si tratta di viziare i nostri cari: un posto prenotato al ristorante di Villa Casanova renderà un sorriso in più. Un menù fatto di chicche gastronomiche.

 si spazia da tartufo all’olio extravergine d’oliva prodotto in proprio, dalla selvaggina ai grandi vini in abbinamento. Tutto con un cameriere personale che possa rendere la cena, in giardino o all’interno, indimenticabile. Non resta che fare gli auguri e lasciare ai festeggiati il sorriso di questa bellissima giornata toscana. Tanti auguri a tutti i papà!

Teresa

17/03/12

Wellness & fitness di Luigi Manna - COSA MANGIARE A PRANZO PER DIMAGRIRE


Quanti di voi avranno il proprio papà che solitamente pranza fuori per lavoro? Penso tanti, ebbene è importante aiutarli a mangiare bene e sano.

Il pranzo è il pasto che sancisce per la maggior parte di noi la mezza giornata e quindi, dopo la prima colazione e lo spuntino mattutino, è il terzo pasto di una giornata tipo.
Ora, seguendo una regola aurea, quella di domandarsi sempre cosa si farà nelle prossime 3 ore dopo un qualsiasi pasto, alcuni di voi si alleneranno, altri torneranno al lavoro ed altri, i più “fortunati”, faranno un leggero riposino.

Comunque sia, è bene fare un pasto che contenga dei carboidrati buoni, basso indice glicemico e ricchi di fibre, proteine di qualità, tagli magri di carne, pesce o uova, e grassi buoni, olio extravergine e/o frutta secca.

Stando fuori tutta la giornata, ed avendo sempre poco tempo a disposizione, ho cercato di consigliarvi un sano ed equilibrato pranzo che poreste preparare per il vostro papà il giorno della sua festa ed insegnargli quali "cibi" mangiare nei giorni futuri:



Insalata di pollo: lattuga, pomodori, olive verdi e petto di pollo alla piastra tagliato a listelli.
Insalatona di mare: rucola, pomodorini, tonno, acciughe, uova e olive verdi.
Tacchino e broccoli: petto di tacchino alla brace con contorno di broccoli baresi.
Pesce spada e fagiolini: trancio di pesce spada alla piastra con contorno di fagiolini.
Cernia e zucchine: filetto di cernia al forno con contorno di zucchine cotte a vapore.

Insomma il principio è molto semplice, prendo sempre delle verdure e/o degli ortaggi, ci affianco un secondo proteico e ci metto sempre dell’olio a crudo. Concludo il pranzo con un frutto di stagione e così ho introdotto tutti e tre i macronutrienti in modo sano e naturale.

Mangiando in questo modo si sta sazi ma leggeri, non si accusa la fame dopo poco tempo e non si hanno i classici cali di attenzione tipici dell’aver mangiato molti carboidrati cattivi come pasta e pane. Provare per credere.


 Luigi Manna P.T.M.F.S.

14/03/12

Dettagli di Raffaella Maiullo - Festa del Papà - Il mio Papà



Il mio papà è molto bello, non è tanto alto ma mi basta così com’è, ha gli occhi marrone nocciola e in quello destro ha una piccola cicatrice perché da piccolo ha avuto un incidente con una puntina. Ha i capelli neri nerissimi  e un ciuffo tutto bianco che è una voglia. Il mio papà ha le mani tutte dure perché lavora tantissimo e così quando mi accarezza o mi tiene per mano sento che è ruvido e provo una sensazione molto brutta ma sparisce subito perché lui se ne accorge e mi fa un grande sorriso, quasi come se volesse scusarsi ma io penso che se non mi tenesse la mano e non mi desse più carezze la sensazione smetterebbe di essere tale e si trasformerebbe in tristezza. Il mio papà mi fa sempre tanti regali, però quelli belli glieli suggerisce sempre la mamma perché lui non è molto bravo a scegliere le cose, in compenso è bravissimo a giocare a dama, a fare la morra cinese, a raccontare favole e a farmi sognare. Il mio papà viene sempre a prendermi, ovunque io sia. Anche in capo al mondo. Il mio papà è un artista e un filosofo. Lavora la pietra e crea forme meravigliose sia nella realtà che nella fantasia. Il mio papà pensa tanto e certe volte mi fa impazzire perché dice cose così strane che non capisco ma è così bello quando è convinto delle sue idee che a me basta che voglia condividerle con me. Il mio papà è molto dolce, quando si accorge che sono triste mi offre sempre un dolcino e un bacino e le cose, chissà come mai, si aggiustano sempre. Il mio papà sorride spesso e certe volte fa le smorfie per farmi ridere ed è tanto buffo. Il mio papà un giorno che volevo vedere la neve ha preso l’auto e abbiamo girato tanto fino a quando non l’abbiamo trovata. Il mio papà a Natale si veste da Babbo Natale e mi porta i regali. Il mio papà quando devo prendere il treno aspetta sempre fino a quando non sta partendo e poi mi manda i baci e mi saluta con la mano. Il mio papà quando sono stanca mi prende sulle spalle e mi porta al piano di sopra. il mio papà lavora sempre ma se voglio andare a mangiare un gelato mi ci porta subito. Il mio papà è un po’ geloso e si arrabbia sempre quando voglio uscire e io mi arrabbio ancora di più e poi non ci parliamo per un quarto d’ora buono.  Il mio papà anche se la sera è molto stanco rimane a giocare con me fino a quando non crolla e si addormenta e così gli faccio il solletico e così si sveglia, ma non si infuria. Il mio papà si chiama Armando, che secondo me è il nome più bello del mondo. Armando, il mio papà, non lo cambierei con nessuno al mondo.  

Raffaella

13/03/12

Deshabillèe di Chiara Nespoli - Festa del Papà- Per la Festa del Papà: Auguri, coccole e baci in quantità!


Il 19 marzo esiste un solo Protagonista: colui il cui ruolo nell’ambito coniugale è spesso un po’ oscurato, la cui presenza è talvolta erroneamente sottovalutata, ma che rappresenta, invece, un pilastro essenziale per ogni famiglia: il Papà! La data, nei Paesi cattolici, è scelta in maniera assolutamente non casuale, difatti si svolge in concomitanza con la festa di San Giuseppe, considerato padre putativo dei popoli, in quanto padre di Gesù e marito di Maria. Ma ad oggi come si festeggia la festa del papà? E’ un’occasione sentita per rinnovare i ringraziamenti e far sentire ancora più forte l’affetto verso il proprio genitore?Oppure si tinge ancora una volta di consumismo ed è succedanea rispetto alla più nota e “celebrata” festa della mamma?
Che la mamma sia sempre la mamma è cosa nota, che non necessita di ulteriori commenti, in quanto è una figura talmente fondamentale, da essere considerata unica ed insostituibile, un po’ differente è invece, talvolta la considerazione relativa ai papà, in quanto l’uomo di casa ha spesso il dovere di essere più burbero, più severo, autoritario, portare i pantaloni non è così semplice, e tale atteggiamento può essere scambiato per distacco o per scarso apprezzamento.
Il consiglio di oggi è semplice e pulito, ma bi-direzionale:
per i figli, aspettate che i vostri papà rincasino e correte loro incontro sorridendo, poi saltategli addosso e dispensate baci, abbracci, coccole ed un sincero grazie papà! Nessun regalo sarà mai paragonabile a questo!
per le mogli, le più scettiche potrebbero ritenere che non è affar loro, ma se ci si riflette bene, in realtà sono prima le mogli e poi le figlie a dover ringraziare i loro compagni, perché è grazie al loro amore che hanno avuto modo di realizzare il sogno più bello e più grande che ogni donna desidera, ovvero diventare madre.

Dunque, se ai figli è consigliato affetto smielato, alle mogli si consiglia di festeggiare questo giorno spendendo al meglio le proprie qualità, quale cucinare con passione, condimenti giusti per una giornata da ricordare. Un giorno speciale, che merita di essere festeggiato: il programma ideale dovrebbe riservare un bellissimo pomeriggio in compagnia dei figli, una cena con le pietanze preferite ed una notte all’insegna di amore e passione, tutta dedicata al proprio amato. 

Chiara

12/03/12

Fashion Food di Tonia Credendino - Festa del Papà- Sweet Father’s day


La Festa del Papà si sta avvicinando a grandi balze e visto che a conti fatti manca appena una settimana, che coincide con il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, per non farsi cogliere impreparati ecco qui una bella ricetta da segnarsi in previsione del gran giorno perché che festa è se manca il dolce?  

La tradizione, specialmente al sud Italia, vuole che in quel giorno si mangino le zeppole di San Giuseppe, ovvero, dei dolci fritti o al forno con crema e amarena. Tipicamente della Campania, le zeppole sono apprezzate un po’ in tutto il Paese e sono dedicate al Santo protettore dei falegnami e dei friggitori. Le zeppole di San Giuseppe, del resto, sono proprio la specialità da sfornare, secondo tradizione, il 19 marzo, data che vede appunto coincidere la festa di San Giuseppe, protettore dei friggitori e dei falegnami, con quella dei papà.

 
Infatti, oserei dire: "Napoli inventò le zeppole, tutta l’Italia se ne leccò le dita". Era il 1857 quando  il filologo Emanuele Rocco  propose questa epigrafe in onore del dolce partenopeo.


Si tratta di dolcetti piccoli e fritti da guarnire con crema e amarene spolverizzate di zucchero a velo: ovviamente esiste anche la versione al forno, ma quella preparata in olio e padella resta comunque quella più fedele alla tradizione e a quello che è il  vero gusto originario di questo dolce. L’accompagnamento migliore per le zeppole di San Giuseppe, che volendo si possono anche tagliare a metà nel senso della lunghezza e quindi guarnire di crema anche al centro oltre che sulla superficie.
La preparazione delle zeppole è laboriosa, per realizzarle oltre agli ingredienti servono dell’olio di semi e una padella per friggere, della carta assorbente, un pentolino per scaldare il latte, un piano di lavoro e una sach a poche. Quest’ultima, in particolare, ha una doppia utilità: in un primo momento si usa per formare dei cerchi con l’impasto “disegnandoli” direttamente  nell’olio di semi nel frattempo diventato ben caldo e poi, in una fase successiva, per guarnire le zeppole con la crema preparata a parte con amido di mais, buccia di limone grattugiata, farina, latte caldo e tuorli d’uovo, durante la frittura, le zeppoline cominceranno a gonfiarsi e prendere colore: una volta pronte, non resta che scolarle con una schiumarola, tamponarle con cura in carta assorbente e guarnirle.

‘E canuscite ‘e zeppule? Si pruvenite ‘a Napule ‘a cosa è assaje probabile, si nun ce crire, pruovale: par’o magnà dell’Angele!



E le zeppole meriterebbero davvero un monumento: deliziosi choux  sormontati da soffici ricci di crema pasticcera con  l’immancabile Amarena.

Impossibile resistere!


Tonia