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Visualizzazione post con etichetta festa del papà. Mostra tutti i post
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15/03/13
18/03/12
Charme & Relax di Teresa Mincione - Toscana:Lucca, Arte e bellezza tutte toscane all’HOTEL VILLA CASANOVA.
In piena era
di viaggi organizzati con uno smart box
è sempre bello e piacevole abbandonare questa consuetudine e seguire i propri
gusti per fissare mete ed itinerari. Se
poi compagni di viaggio sono i papà, beh allora, non basta un semplice libretto
a soddisfare le esigenze. Per la loro festa un itinerario ad hoc tutto al maschile! Di scena quest’oggi
ci sono musei, lirica, antiquariato e tanta buona tavola. La destinazione? Un magnifico
spicchio di Toscana, un fiore all’occhiello della fascinosa Toscana: Lucca.
Offre al visitatore un primo colpo d’occhio d’impatto, essendo racchiusa da una
cerchia muraria cinquecentesca rimasta intatta. Il suo aspetto medievale lo si
scorge a occhio nudo: campanili merlati, palazzi di pietra, torri e tanto altro
a parlare della storia di questa piccola grande città. La piazza dell’anfiteatro romano è passata alla
storia per le facciate stondate che consentono di mantenere la forma ellittica.
I papà appassionati di lirica ricorderanno che la bella città ha dato i natali
a Giacomo Puccini. Gli amanti dell’antiquariato, a contrario ricorderanno che
ogni terza domenica del mese, in pieno centro storico, la città si trasformerà
in un mercato a cielo aperto ospitando pezzi d’arte e d’antiquariato
provenienti da ogni galleria d’arte più importante. Un po’ per tutti i gusti e per tutti gli hobbies.
Per
quanti invece adorano paesaggi bucolici e quadretti in verde, in località
Marlia, c’è il parco della Villa Reale di Marlia:(dove si dice
che la camelia lì sia regina) la dimora storica che ai primi dell’800 fece
innamorare la sorella di Napoleone tanto da deciderne di farne propria
residenza. Visitarla lascia incantati!
Per il ristoro dei nostri papà, nei
dintorni di Lucca, l’HOTEL VILLA CASANOVA, che unisce la semplicità di una
fattoria di campagna, il fascino di un albergo di lusso e l’intimità di un
boutique hotel nel cuore della Toscana.
Spazi ampi ed accoglienti, dove la luce
la fa da regina, li coccoleranno tra un momento di relax tra le pagine di un
libro o in un momento di meditazione con un sigaro e un ottimo rum. Nulla è
lasciato al caso quando si tratta di viziare i nostri cari: un posto prenotato
al ristorante di Villa Casanova renderà un sorriso in più. Un menù fatto di
chicche gastronomiche.
si spazia da tartufo all’olio extravergine d’oliva
prodotto in proprio, dalla selvaggina ai grandi vini in abbinamento. Tutto con
un cameriere personale che possa rendere la cena, in giardino o all’interno,
indimenticabile. Non resta che fare gli auguri e lasciare ai festeggiati il
sorriso di questa bellissima giornata toscana. Tanti auguri a tutti i papà!
Teresa
17/03/12
Wellness & fitness di Luigi Manna - COSA MANGIARE A PRANZO PER DIMAGRIRE
Quanti di voi avranno il proprio papà che solitamente pranza fuori per lavoro? Penso tanti, ebbene è importante aiutarli a mangiare bene e sano.
Il pranzo è il pasto che sancisce per la maggior parte di noi la mezza giornata e quindi, dopo la prima colazione e lo spuntino mattutino, è il terzo pasto di una giornata tipo.
Ora, seguendo una regola aurea, quella di domandarsi sempre cosa si farà nelle prossime 3 ore dopo un qualsiasi pasto, alcuni di voi si alleneranno, altri torneranno al lavoro ed altri, i più “fortunati”, faranno un leggero riposino.
Comunque sia, è bene fare un pasto che contenga dei carboidrati buoni, basso indice glicemico e ricchi di fibre, proteine di qualità, tagli magri di carne, pesce o uova, e grassi buoni, olio extravergine e/o frutta secca.
Stando fuori tutta la giornata, ed avendo sempre poco tempo a disposizione, ho cercato di consigliarvi un sano ed equilibrato pranzo che poreste preparare per il vostro papà il giorno della sua festa ed insegnargli quali "cibi" mangiare nei giorni futuri:
Insalata di pollo: lattuga, pomodori, olive verdi e petto di pollo alla piastra tagliato a listelli.
Insalatona di mare: rucola, pomodorini, tonno, acciughe, uova e olive verdi. Tacchino e broccoli: petto di tacchino alla brace con contorno di broccoli baresi.
Pesce spada e fagiolini: trancio di pesce spada alla piastra con contorno di fagiolini.
Cernia e zucchine: filetto di cernia al forno con contorno di zucchine cotte a vapore.
Insomma il principio è molto semplice, prendo sempre delle verdure e/o degli ortaggi, ci affianco un secondo proteico e ci metto sempre dell’olio a crudo. Concludo il pranzo con un frutto di stagione e così ho introdotto tutti e tre i macronutrienti in modo sano e naturale.
Mangiando in questo modo si sta sazi ma leggeri, non si accusa la fame dopo poco tempo e non si hanno i classici cali di attenzione tipici dell’aver mangiato molti carboidrati cattivi come pasta e pane. Provare per credere.
Luigi Manna P.T.M.F.S.
14/03/12
Dettagli di Raffaella Maiullo - Festa del Papà - Il mio Papà
Il mio papà è molto bello, non è tanto alto ma mi basta così
com’è, ha gli occhi marrone nocciola e in quello destro ha una piccola
cicatrice perché da piccolo ha avuto un incidente con una puntina. Ha i capelli
neri nerissimi e un ciuffo tutto bianco
che è una voglia. Il mio papà ha le mani tutte dure perché lavora tantissimo e
così quando mi accarezza o mi tiene per mano sento che è ruvido e provo una
sensazione molto brutta ma sparisce subito perché lui se ne accorge e mi fa un
grande sorriso, quasi come se volesse scusarsi ma io penso che se non mi
tenesse la mano e non mi desse più carezze la sensazione smetterebbe di essere
tale e si trasformerebbe in tristezza. Il mio papà mi fa sempre tanti regali,
però quelli belli glieli suggerisce sempre la mamma perché lui non è molto
bravo a scegliere le cose, in compenso è bravissimo a giocare a dama, a fare la
morra cinese, a raccontare favole e a farmi sognare. Il mio papà viene sempre a
prendermi, ovunque io sia. Anche in capo al mondo. Il mio papà è un artista e
un filosofo. Lavora la pietra e crea forme meravigliose sia nella realtà che
nella fantasia. Il mio papà pensa tanto e certe volte mi fa impazzire perché
dice cose così strane che non capisco ma è così bello quando è convinto delle
sue idee che a me basta che voglia condividerle con me. Il mio papà è molto
dolce, quando si accorge che sono triste mi offre sempre un dolcino e un bacino
e le cose, chissà come mai, si aggiustano sempre. Il mio papà sorride spesso e
certe volte fa le smorfie per farmi ridere ed è tanto buffo. Il mio papà un
giorno che volevo vedere la neve ha preso l’auto e abbiamo girato tanto fino a
quando non l’abbiamo trovata. Il mio papà a Natale si veste da Babbo Natale e
mi porta i regali. Il mio papà quando devo prendere il treno aspetta sempre
fino a quando non sta partendo e poi mi manda i baci e mi saluta con la mano.
Il mio papà quando sono stanca mi prende sulle spalle e mi porta al piano di
sopra. il mio papà lavora sempre ma se voglio andare a mangiare un gelato mi ci
porta subito. Il mio papà è un po’ geloso e si arrabbia sempre quando voglio
uscire e io mi arrabbio ancora di più e poi non ci parliamo per un quarto d’ora
buono. Il mio papà anche se la sera è
molto stanco rimane a giocare con me fino a quando non crolla e si addormenta e
così gli faccio il solletico e così si sveglia, ma non si infuria. Il mio papà
si chiama Armando, che secondo me è il nome più bello del mondo. Armando, il
mio papà, non lo cambierei con nessuno al mondo.
Raffaella
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13/03/12
Deshabillèe di Chiara Nespoli - Festa del Papà- Per la Festa del Papà: Auguri, coccole e baci in quantità!
Il 19 marzo esiste un solo Protagonista: colui il cui ruolo
nell’ambito coniugale è spesso un po’ oscurato, la cui presenza è talvolta
erroneamente sottovalutata, ma che rappresenta, invece, un pilastro essenziale
per ogni famiglia: il Papà! La data, nei Paesi cattolici, è scelta in maniera
assolutamente non casuale, difatti si svolge in concomitanza con la festa di
San Giuseppe, considerato padre putativo dei popoli, in quanto padre di Gesù e
marito di Maria. Ma ad oggi come si festeggia la festa del papà? E’
un’occasione sentita per rinnovare i ringraziamenti e far sentire ancora più
forte l’affetto verso il proprio genitore?Oppure si tinge ancora una volta di
consumismo ed è succedanea rispetto alla più nota e “celebrata” festa della
mamma?
Che la mamma sia sempre la mamma è cosa nota, che non
necessita di ulteriori commenti, in quanto è una figura talmente fondamentale,
da essere considerata unica ed insostituibile, un po’ differente è invece, talvolta
la considerazione relativa ai papà, in quanto l’uomo di casa ha spesso il
dovere di essere più burbero, più severo, autoritario, portare i pantaloni non
è così semplice, e tale atteggiamento può essere scambiato per distacco o per
scarso apprezzamento.
Il consiglio di oggi è semplice e pulito, ma bi-direzionale:
Dunque, se ai figli è consigliato affetto smielato, alle
mogli si consiglia di festeggiare questo giorno spendendo al meglio le proprie
qualità, quale cucinare con passione, condimenti giusti per una giornata
da ricordare. Un giorno speciale, che merita di essere festeggiato: il
programma ideale dovrebbe riservare un bellissimo pomeriggio in compagnia dei
figli, una cena con le pietanze preferite ed una notte all’insegna di amore e
passione, tutta dedicata al proprio amato.
Chiara
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12/03/12
Fashion Food di Tonia Credendino - Festa del Papà- Sweet Father’s day
La Festa del Papà si sta
avvicinando a grandi balze e visto che a conti fatti manca appena una
settimana, che
coincide con il 19 marzo, giorno
di San Giuseppe, per non
farsi cogliere impreparati ecco qui una bella ricetta da segnarsi in previsione
del gran giorno perché che
festa è se manca il dolce?
La tradizione,
specialmente al sud Italia, vuole che in quel giorno si mangino le zeppole di San Giuseppe, ovvero, dei dolci fritti o al forno con crema e amarena. Tipicamente
della Campania, le zeppole sono
apprezzate un po’ in tutto il Paese e sono dedicate al Santo protettore dei falegnami e dei friggitori. Le zeppole
di San Giuseppe, del resto, sono proprio la specialità da sfornare, secondo
tradizione, il 19 marzo, data
che vede appunto coincidere la festa di
San Giuseppe, protettore dei friggitori e dei falegnami, con quella dei papà.
Infatti,
oserei dire: "Napoli inventò le
zeppole, tutta l’Italia se ne leccò le dita". Era il 1857 quando
il filologo Emanuele Rocco propose questa epigrafe in onore del
dolce partenopeo.
Si tratta di dolcetti piccoli e fritti da guarnire
con crema e amarene
spolverizzate di zucchero a velo: ovviamente esiste anche la versione al forno, ma quella preparata in olio e
padella resta comunque quella più fedele alla tradizione e a quello che è
il vero gusto originario di questo dolce. L’accompagnamento migliore per
le zeppole di San Giuseppe, che volendo si possono anche tagliare a metà nel
senso della lunghezza e quindi guarnire di crema anche al centro oltre che
sulla superficie.
La
preparazione delle zeppole è laboriosa, per realizzarle oltre agli
ingredienti servono dell’olio di semi e una padella per friggere, della carta
assorbente, un pentolino per scaldare il latte, un piano di lavoro e una sach a poche. Quest’ultima, in particolare, ha
una doppia utilità: in un primo momento si usa per
formare dei cerchi con l’impasto “disegnandoli”
direttamente nell’olio di semi nel frattempo diventato ben caldo e poi, in una fase successiva, per guarnire le zeppole con la crema preparata a parte con amido di mais,
buccia di limone grattugiata, farina, latte caldo e tuorli d’uovo, durante la frittura, le zeppoline cominceranno a gonfiarsi e prendere
colore: una volta pronte, non resta che scolarle con una
schiumarola, tamponarle con cura in carta assorbente e guarnirle.
‘E canuscite ‘e zeppule? Si pruvenite ‘a Napule ‘a cosa
è assaje probabile, si nun ce crire, pruovale: par’o magnà dell’Angele!
E le
zeppole meriterebbero davvero un monumento: deliziosi
choux sormontati da soffici ricci di crema pasticcera con
l’immancabile Amarena.
Impossibile
resistere!
Tonia
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