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07/01/13

Fashion Food di Tonia Credendino - La Befana tutte le feste porta via



Sono finalmente finite le tanto attese festività natalizie, qualcuno dirà: Perfortuna!!! Io invece sono un po’ malinconica … Natale è il periodo dell’anno che mi piace di più; trasmette calore, amore, famiglia!!!! 



Ma per tutti noi, rappresenta il periodo delle massime abbuffate!! 
 

Grazie signora Befana, quindi, per esserti portate via queste feste di panza e di gola, tanti buoni propositi, promesse e bontà che il sette gennaio nessuno ricorda più.
Da oggi tutti preoccupati della propria immagine lievitata e dei rimedi per ridimensionarla.

Ora tutti a dieta per prepararci alla grassa mangiata di carnevale …
bisogna bere molta acqua,  per proteggerci dall’influenza e dare una carica immediata al nostro organismo, bisognerebbe consumare una bella spremuta di arance accompagnata da 2 fette biscottate con un velo di marmellata; a pranzo preferite una bella insalata mista con tonno, pollo ai ferri, pesce. Il pomeriggio non saltate lo spuntino, una cena leggera che vi permetta di dormire bene.
Mi raccomando non commettete l’errore di digiunare, meglio mantenersi con le quantità che non mangiare affatto! Il sabato sera poi nessuno vi vieta una squisitissima Pizza Margherita o Marinara, a patto che il pranzo sia stato a base di secondo e contorno senza carboidrati aggiunti!!! 
Basta solo un po’ di costanza e fiducia in voi stessi e vedrete i risultati non tarderanno ad arrivare!!!!

Tonia 

10/12/12

Fashion Food di Tonia Credendino - A Natale … Food & Wine




Le foglie sono cadute è arrivato il freddo serio e bisogna ricordarsi di mettere le gomme da neve. I comuni fanno a gara per le luminarie più belle, gli alberi più alti, i negozi che stanno aperti più a lungo. Bisogna fare cambusa di cibo, regali, addobbi e ricordarsi di impostare gli auguri natalizi istituzionali nella casella delle mail.
Considerando tuttavia il periodo poco spensierato che stiamo vivendo, è il caso secondo me di rivedere un attimo il concetto del Natale italiano da “Cine Panettone” e prendere in considerazione un modello più alternativo, più contemporaneo. Un po’ più cool, più food!!
A partire dai regali… Se fosse per me opterei per regalare cibo artigianale, rigorosamente made in italy, avendo cura di scegliere in base alle specialità regionali. Nella mia lista dei desideri ci sono vini campani, spumanti franciacorta, biscotti, cioccolato e marmellate biologiche.
Il cibo e il buon vino, sono sempre molto graditi, più degli oggetti inutili! E riescono davvero a scaldare l’atmosfera e renderla speciale. Aiutare l’Artigianato locale è sempre buona cosa.
Nove italiani su dieci trascorreranno la vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti e amici e diverse sono le specialità culinarie e enologiche che propongono le tante tavole italiane.






Quindi niente di meglio che presentarsi all’appuntamento con delle bottiglie da regalare ai padroni di casa o da stappare per gli ospiti e tante altre bontà gastronomiche che abbondano nella nostra ricca Italia.
Fonte : http://www.mymi.it/

08/10/12

Fashion Food di Tonia Credendino - Viaggio d’autunno



Viaggio sensoriale che appaga occhi, naso e palato: è quello nelle terre del vino con i colori d’autunno.

Sapori e tradizioni d'autunno concedono un fantastico viaggio in Italia attraverso i profumi della natura tra sagre, feste e tradizioni popolari. Con l’autunno il mondo contadino è in festa: la vendemmia, il raccolto e l’allevamento ci ricordano che, da nord a sud dell’Italia, da fine settembre fino ai primi giorni di novembre la nostra terra si colora dei caldi toni tipici della stagione autunnale con le immancabili sagre e feste popolari legate alle tradizioni e ai prodotti tipici locali.

Regina d’autunno è la castagna, utilizzata da sempre nella realizzazione di farine alimentari o consumata così, cotta o cruda, ma anche base di ottime marmellate e di dolci raffinati.
L’autunno, tradizionalmente,  è anche tempo di vendemmia. Infinite sono le feste dedicate al dolce nettare, tra canti, balli e fiumi di vino che scorrono dai tini dei contadini.


Non da meno sono i funghi e i tartufi, pregiati e saporiti frutti del sottobosco, che con il loro inconfondibile profumo ammaliano e deliziano i palati, anche i più esigenti e raffinati.



Immancabile infine, l’appuntamento con la tradizione e con un altro dei frutti più amati dagli italiani: la mela.
 Buon viaggio sia, vicino o lontano non è importante, la compagnia conta davvero.

Tonia

03/09/12

Fashion food di Tonia Credendino- LA CUCINA AMERICANA



Terminata la mia fantastica luna di miele around the new continent, sento il dovere di illuminarvi sull’american food. Generalmente, pensando alla cucina americana l’italiano è portato a immaginare soltanto gli hamburger e gli hot dog dei fast food che si trovano in ogni angolo di strada. Questo perché una serie di luoghi comuni non fa pensare che la cucina americana, varia e composita come gli abitanti del Paese, possa essere anche buona e appetitosa, al punto da raggiungere vette insospettabili. È il caso della California, dove il filone gastronomico si è arricchito dei contributi delle cucine italiana, messicana e asiatica, e ha sfruttato l’alta qualità dei prodotti dell’agricoltura, compresa quella dei vigneti che producono ottimi vini.
Tutto nasce dalla fusione, dall’intreccio e dall’integrazione delle usanze gastronomiche di buona parte del pianeta.. La mattina si può scegliere fra il “continental breakfast” – caffè o tè con pane tostato – e l’american breakfast con succo di frutta, cereali, pancakes, uova, caffè americano leggerissimo o tè, la sera nelle grandi città si possono scegliere ristoranti che offrono praticamente tutte le cucine del mondo oltre alle Steak House americane. 




Nei vini l’America propone una pregevole qualità (anche se non sempre ed ovunque) ma con prezzi decisamente non troppo popolari! La produzione vinicola del Nord America è stata per anni snobbata, ma oggi le tecniche di coltivazione e di vinificazione sono molto migliorate e si riesce a produrre vino di indubbia qualità. La California è terra del vino, soprattutto per quanto riguarda i rossi più classici come il Cabernet Sauvignon. 

Tonia

30/01/12

Fashion food di Tonia Credendino - La Rioja d’inverno


La Spagna d’inverno? Perché no, e non solo per le classiche settimane al tepore dell’Andalusia o al mare delle Baleari lontano dalla torcida turistica estiva, o magari a cogliere tendenze sulla ramblas di Barcellona.
Teresa è il caso di dire hai fatto centro …. sarebbe proprio il caso di fare un salto in questa straordinaria regione ma intanto beccatevi questo brioso approfondimento.






La Rioja è una regione speciale che d’inverno riserva richiami speciali. Cercatela sulla carta geografica della penisola iberica. Non è facilissimo trovarla. E’ al Nord, ai piedi dei Pirenei a un centinaio di chilometri all’interno partendo da Bilbao e dall’Atlantico. Il capoluogo è Logrogno, una linda cittadina di poco più di 80 mila abitanti, famosa per il suo ponte sull’Ebro che segna una tappa obbligata del Cammino verso Santiago di Compostela che dista 653 chilometri.


"La Tierra con nombre de vino" declama lo slogan adottato dal governo regionale che lo ricorda anche nel sito www.latierraconnombredevino.com. La Rioja è la più piccola regione amministrativa di Spagna, una sorta di nostrano Molise. Non più di 5000 mila chilometri quadrati attraversati dal fiume Ebro che scende verso il Mediterraneo e la Catalogna. Clima atlantico con influenze mediterranee, un bel mix. E’ il vino, il grande richiamo di regione in grado di offrire anche d’inverno la sorpresa di esplorazioni enologiche in cantine storiche tra le più grandi d’Europa, oppure in avveniristiche strutture firmate da architetti famosi che hanno dato alle case del vino forme nuove e sorprendenti. Incontri suggestivi, punteggiati anche dalla visita a castelli e monasteri che hanno fatto da sfondo ad alcuni degli avvenimenti più importanti della storia spagnola. Su versanti aspri e soleggiati ai piedi della serra la vite è coltivata da sempre, portata dai romani e custodita dai cistercensi. La Rioja vanta la prima denominazione di origine di Spagna che risale al 1926. L’uva regina è il tempranillo, a bacca rossa, così come la garnacha, il mazuelo e il graciano, ma non mancano interessanti varietà bianche come la viura e la malvasia. Ne producono in tutto poco meno di 300 milioni di litri che troverete nelle principali tipologie di blanco, rosado e soprattutto tinto (ovvero rosso) joven o maturado, dell’annata o di un solo anno di siesta (così definiscono l’affinamento da queste parti). Dopo i due anni il vino conquista il titolo di crianza, se matura ancora fino a tre anni diventa riserva e dai cinque-sei anni in avanti ecco le gran reserva. E’ proprio questo viaggio a ritroso nel tempo che caratterizza i vini della Rioja e li ha fatti conoscere nel mondo. Il punto di partenza può essere senza esitazioni la cittadina di Haro, verso il nord sulle rive dell’Ebro. Qui fin dall’Ottocento c’è la più grande concentrazione di bodegas (cantine) e case vinicole.
L’influenza francese è evidente. La tecnica della botte piccola nella Rioja ha fatto scuola facendo nascere anche ottime fabbriche di tonnellerie che lavorano legno di rovere di Slavonia e dal Nord America. Le gallerie sovrapposte, che dalla collina vanno fino al fiume, dove un tempo c’erano i barconi pronti a trasportare il vino, sono un esempio di archeologia eno industriale che ha pochi eguali in Europa: le cattedrali sotterranee della Canelli degli spumanti, il mito della maisons de Champagne di Epernay e le case-cantina di Tokaj. 
Ma se le bottiglie non vi bastano potreste anche adottare un’intera barrique con il vostro nome ben stampigliato sul legno che sarà amorevolmente custodita in un’altra azienda della zona, creata da David Moreno (www.davidmoreno.es).
Il tour invernale della Rioja oltre che la visita al vasto e ricchissimo museo del vino della Dinastia Vivanco (www.dinastiavivanco.com) non può che passare anche per la tavola. A Logrono ogni sera le vie del centro e i particolare la Calle del Laurel si animano e offrono tapas di ogni forma e gusto. Decine di locali da “pincios”, con pochi euro salumi piccanti, stuzzichi di pesce, verdure, funghi, carne rosolata. Il tutto con vino giovane o birra. Una tradizione vivissima anche tra i giovani.
E nei tanti ristoranti non fatevi mancare il baccalà alla riojana e la costoletta d’agnello cotta sulla brace dei sarmenti di vite (ciulettas). Un indirizzo giusto è il ristorante Venta de Moncalvillo in località Daroca de Rioja che vi sorprenderà con la carne e il pesce cucinati in sottili ciotole di argilla da rompere in tavola al momento del servizio (www.ventamoncalvillo.com).

Cosa dire ancora …. basta così, corro a prenotare il volo per me e Teresa!!

07/11/11

Fashion Food di Tonia Credendino - Il nuovo Eat's Store di Milano



Non chiamatelo supermercato. Eat’s è molto di più. Eat’s Store supera il tradizionale concetto di “fare la spesa”, è coinvolgimento e appagamento dei sensi, recupero del rapporto familiare con il negoziante di fiducia, occasione di incontro e socializzazione, approfondimento della conoscenza dei prodotti. 

Situato nella centralissima Galleria del Corso, all’interno del progetto Excelsior Milano, il concept - nato dall’idea dell’imprenditore coneglianese Sergio Menegazzo del Gruppo Canzian-Menegazzo propone shopping goloso, tante degustazioni e occasioni di socializzazione.  


Sotto il segno del “best living food in town”, gourmet e appassionati potranno trovare prodotti enogastronomici di alta gamma al miglior prezzo, con corner dedicati ai formaggi, al pesce, alla carne, ai lievitati, all’ortofrutta di stagione e non solo. 




Eat’s Milano è inoltre un piacevole punto d’incontro con le proposte di ristorazione articolate tra il Bistrò e l’Excelsior Cafè. Il Bistrò ospita un angolo dedicato allo show-cooking e un’enoteca con milletrecento etichette nazionali e internazionali, oltre un centinaio di etichette di birre artigianali e una cinquantina di vini disponibili in mescita grazie al dispensatore Dwine, una particolare macchina ad azoto che consente la degustazione al calice di vini pregiati. Alta l’attenzione alla geolocalizzazione delle proposte enogastronomiche, ricercate laddove il clima, il suolo e la perizia dell’uomo conferiscono caratteristiche organolettiche uniche e preziose.
Quanta curiosità … finalmente potrò fare wine shopping in totale libertà e scelta!!


11/07/11

Fashion Food di Tonia Credendino - Il Borro – Cantina, Resort, Osteria – Famiglia Ferragamo,,,


La percezione del lusso sta subendo cambiamenti fondamentali. Le nuove definizioni citano semplicità, autenticità e privacy come le qualità più ricercate, capaci di conferire valore aggiunto a ogni esperienza. La vacanza ideale, secondo questi valori, include esperienze personalizzate che sono fucina di ricordi incancellabili.
Immaginate la storia e la cultura incapsulate in un vero e proprio romanzo, bene, siamo in Toscana e parliamo del Borro, l’antica tenuta oggi proprietà dei Ferragamo, famosi imprenditori calzaturieri. Ceduto anni fa da Amedeo di Savoia duca d’Aosta, questo complesso finemente restaurato riflette ancora molto delle passate glorie. Il Borro infatti è una proprietà immensa che si estende per ben 700 ettari, dove, come in passato, preservando accuratamente l’ambiente, si continua ad allevare la famosa razza chianina e i cavalli da corsa e a produrre pregiati miele, olio e soprattutto vino.
Ma facciamo un passo indietro al Wine & the City 2010, quando in occasione dell’evento partenopeo mi ritrovai a guidare una degustazione per il Borro all’interno della boutique di Salvatore Ferragamo in P.zza dei Martiri.
 La nostra Tonia Credendino nella maison Ferragamo


 

Nasce spontanea la domanda… cosa c’entra la nota casa di moda con il vino….beh colpevole una battuta di caccia nel lontano 1985, quando Ferruccio Ferragamo si innamorò della Tenuta Il Borro  e a partire dal 1993 dà il via alla produzione vinicola, con l’aiuto dell’enologo Nicolò d’Afflitto, che dopo attente analisi dei terreni, impianta e coltiva vitigni nel rispetto del terroir di riferimento, dai quali nascono vini di eccellenza che nel corso degli anni hanno ricevuto grande attenzione dagli esperti del settore.

Il Borro è oggi l’esempio del nuovo lusso: eccellenza nella produzione vinicola, arte e design e ancora, sapori del territorio, tradizione e storia, una dimensione senza tempo, che affonda le sue radici nell’antico Medioevo e offre una formula tra le più all’avanguardia nel panorama dell’ospitalità turistica.
 

Per info www.ilborro.com/